
Il canavesano Daniele Lucca conduce il DiVino Festival di Castelbuono, capitale del gusto nel cuore della Sicilia
Nel cuore del Parco delle Madonie, uno dei territori più affascinanti della Sicilia, Castelbuono ha ospitato la serata conclusiva del Premio Gusto DiVino, appuntamento centrale della XX edizione del DiVino Festival. Tra emozioni, riflessioni e grandi protagonisti del mondo della cultura, dell’enogastronomia e della comunicazione, Piazza Castello a Castelbuono, si è trasformata in un palcoscenico dedicato alle eccellenze del territorio, alla sostenibilità e alla valorizzazione della cultura del cibo.
A condurre la manifestazione è stato il canavesano Daniele Lucca, che fa parte dell’associazione DiscoVintage, da anni volto del DiVino Festival e protagonista della conduzione dell’evento. Con il suo stile diretto e coinvolgente ha accompagnato il pubblico attraverso i diversi momenti della serata, alternando interventi istituzionali, testimonianze e premiazioni.
Ad aprire la cerimonia è stato il sindaco di Castelbuono, Mario Cicero, che ha sottolineato il percorso compiuto dal borgo madonita nel diventare uno dei principali punti di riferimento dell’enogastronomia siciliana grazie alla valorizzazione della biodiversità, delle produzioni locali e della sostenibilità.
Uno dei momenti più intensi della serata è stato il tributo a Carlo Petrini, protagonista dell’edizione 2018 del Premio Gusto DiVino e figura simbolo della cultura alimentare italiana. Nel ricordarne il rapporto con Castelbuono, Daniele Lucca ha evocato l’emozione con cui Petrini accolse il riconoscimento e il profondo legame che lo univa ai valori espressi dal festival. Tra le sue parole più celebri, riproposte nel corso dell’omaggio, «Mangiare è un atto agricolo», frase che sintetizza la sua visione del rapporto tra uomo, terra e comunità.
Il riconoscimento dedicato a Petrini è stato ritirato da Carlo Bogliotti, premiato da Fausto Fiasconaro insieme ai giovani del DiVino Festival. Nel suo intervento Bogliotti ha ricordato il lungo percorso condiviso con il fondatore di Slow Food, sottolineando come i principi del “buono, pulito e giusto” siano oggi più attuali che mai e rappresentino un punto di riferimento anche nelle politiche alimentari e ambientali.
Tra i premiati anche Francesco Saverio Russo, già insignito del Premio Gusto DiVino nel 2017 e protagonista dell’edizione 2026 con tre apprezzate masterclass dedicate ai territori vitivinicoli italiani meno conosciuti. Sul palco ha raccontato il valore della divulgazione come strumento per comprendere il legame tra vino, storia e identità dei territori.
Applaudito anche l’intervento di Dario Dainelli, ex capitano della Fiorentina, che ha ripercorso la nascita della propria azienda agricola, cresciuta negli anni fino a raggiungere una produzione di circa ventimila bottiglie mantenendo una forte impronta artigianale.
Il Premio Gusto DiVino è stato assegnato anche a Johnson Righeira, accolto con grande calore dal pubblico. L’artista ha ricordato il rapporto costruito negli anni con Castelbuono, diventato un luogo del cuore grazie alle amicizie nate nel borgo madonita.
Tra gli interventi più apprezzati quello dello chef stellato Cristiano Tomei, che ha invitato i giovani a considerare l’errore come parte fondamentale del percorso di crescita. «Se non sbagliate, non imparate», ha affermato, ricordando come la cucina rappresenti cultura, condivisione e identità, oltre a essere «la lingua più diffusa del mondo».
Spazio quindi a Jacopo Fo, introdotto da un ricordo dedicato al padre Dario Fo, nell’anno del centenario della sua nascita. Jacopo Fo ha proposto una riflessione sul valore dell’ascolto, della consapevolezza e delle relazioni umane, invitando il pubblico a vivere con maggiore attenzione il rapporto con gli altri e con l’ambiente.
Visibilmente emozionata, Giusina Battaglia ha ricevuto il Premio Gusto DiVino dalle amministratrici Lucia Sapuppo e Anna Maria Cangelosi. Nel suo intervento ha ricordato il profondo legame con le Madonie e con Castelbuono, definita una delle realtà più rappresentative della Sicilia, invitando la comunità a essere orgogliosa delle proprie eccellenze e del patrimonio enogastronomico che ha saputo conquistare una reputazione ben oltre i confini dell’isola.
A chiudere la serata è stato il concerto di Lello Analfino con la T-Orkestar, che ha coinvolto il pubblico trasformando Piazza Castello in un grande momento di festa.
Nel bilancio conclusivo della manifestazione, il fondatore del DiVino Festival e assessore al Turismo del Comune di Castelbuono, Dario Guarcello, ha ringraziato istituzioni, sponsor, partner e volontari, rivolgendo un pensiero particolare alla squadra organizzativa e ai numerosi giovani che hanno contribuito al successo della ventesima edizione.
Il DiVino Festival conferma così la propria vocazione a essere molto più di una rassegna enogastronomica: un luogo di incontro tra cultura, sostenibilità, identità territoriale e grandi protagonisti del panorama italiano, capace di valorizzare Castelbuono e le Madonie come una delle destinazioni d’eccellenza della Sicilia.