
Leinì/Mappano, don Robella migliora: “Una rinascita dopo l’incidente, grazie ai medici e alle preghiere dei fedeli”
Un percorso lungo e difficile, ma segnato da progressi costanti. Sono in miglioramento le condizioni di salute di don Riccardo Robella, parroco di Leinì e Mappano e cappellano del Torino Calcio, impegnato nella riabilitazione presso l’unità spinale dell’ospedale Cto di Torino.
Il sacerdote è ricoverato da circa cinque mesi, da quando, il 6 novembre scorso, è rimasto coinvolto in un grave incidente stradale sull’autostrada nei pressi del casello di Carmagnola. L’auto su cui viaggiava, una Dacia, era stata violentemente urtata da un’Audi Q8, ribaltandosi più volte. Ad avere la peggio era stato proprio don Robella, rimasto a lungo in coma.
Oggi, però, il parroco sta progressivamente lasciandosi alle spalle quell’incubo. Alla vigilia di Pasqua, intervenuto ai microfoni della Rai, ha raccontato con lucidità e anche con ironia il suo percorso di rinascita. «La prima domanda che ho fatto ai medici, quando mi sono risvegliato, è stata: quanto ha fatto il Toro? Quando mi hanno detto che aveva perso 3-2 ho pensato di dire: riaddormentatemi un attimo», ha scherzato.
Dopo venti giorni sospeso tra la vita e la morte, i ricordi dell’incidente restano frammentari: «Ho solo un flash, quello di un orologio che suona e del 112 che chiede dell’incidente». Ma ciò che emerge con forza è la gratitudine: «Mi hanno salvato due cose: l’intervento dei medici, che hanno fatto davvero un miracolo, e la preghiera delle persone».
Un’esperienza che ha segnato profondamente il sacerdote, portandolo a una riflessione più ampia sul senso della vita: «Quello che è successo mi ha costretto a fermarmi. Ho capito che esiste un’assunzione del dolore che non toglie la possibilità di vivere. La vita va vissuta fino in fondo».
E poi il messaggio più forte, quello che accompagna oggi il suo cammino: «La qualità del nostro vivere è data dalle persone che ci circondano».
Una testimonianza di fede, resilienza e speranza che, proprio nei giorni della Pasqua, assume un significato ancora più profondo per tutta la comunità che continua a sostenerlo.