Marcia per la Legalità a Chivasso, Vincenzo Ferrantello: «Falcone e Borsellino padri della nostra democrazia»

20/03/2026

«La democrazia non è un regalo che si riceve una volta per tutte, ma una casa comune che va difesa ogni giorno». Con queste parole Vincenzo Ferrantello, presidente della Consulta della Legalità, ha commentato la Marcia per la Legalità che si è svolta il 19 marzo a Chivasso, alla vigilia della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

A margine della manifestazione Ferrantello ha rivolto innanzitutto un saluto alle istituzioni presenti: al sindaco, all’assessore alla Legalità, alle autorità politiche e alle Forze dell’Ordine, ringraziando anche i dirigenti scolastici, le associazioni di volontariato e Libera per il lavoro costante svolto sul territorio. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al mondo della scuola: docenti e studenti, protagonisti della giornata.

Nel suo intervento Ferrantello ha voluto richiamare il significato simbolico del 19 marzo, soffermandosi sulle figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i cui volti campeggiavano sui manifesti della marcia. «Non dobbiamo considerarli soltanto come eroi o magistrati lontani – ha spiegato – ma come veri e propri padri della nostra democrazia. Non hanno scritto la Costituzione nel 1948, ma l’hanno difesa e rafforzata quarant’anni dopo con il loro lavoro e con il loro sacrificio».

Secondo il presidente della Consulta, oggi la sfida della legalità non si combatte soltanto contro le mafie tradizionali, ma anche contro nuove forme di illegalità diffuse nella vita quotidiana. «Dobbiamo smettere di cercare la mafia solo nei film o nelle cronache di luoghi lontani. Oggi la legalità non è soltanto una trincea contro i proiettili, ma anche una barriera contro la mediocrità e il privilegio».

Ferrantello ha sottolineato come l’illegalità si manifesti anche attraverso fenomeni economici e sociali che danneggiano la comunità. «Ogni euro riciclato in un’attività fittizia è un insulto a chi lavora onestamente, paga le tasse e fatica ad arrivare a fine mese. Anche la microcriminalità rappresenta una ferita per il nostro tessuto sociale».

La natura dell’illegalità, ha aggiunto, è profondamente cambiata negli ultimi anni e richiede un impegno costante da parte delle istituzioni e della società civile. «La legalità sta cambiando pelle in tutta Italia. Continuare ad affrontarla con coraggio anche qui, nei nostri quartieri e nelle nostre vie, significa dare una risposta concreta a un problema che riguarda l’intero Paese. Come Consulta della Legalità continueremo a svolgere con orgoglio il nostro ruolo di sentinelle della cultura civile».

Nel suo intervento Ferrantello ha voluto infine rivolgere un pensiero particolare al mondo della scuola, richiamando il valore educativo del lavoro quotidiano svolto tra i banchi. «In qualità di presidente della Consulta sono orgoglioso di questa piazza – ha concluso – ma come docente lo sono ancora di più. La vera marcia per la legalità è quella che studenti e insegnanti portano avanti ogni giorno nelle aule, scegliendo il rispetto al posto della prepotenza».

f.s.

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