
Referendum sulla giustizia, sold out per il confronto pubblico a Oglianico tra sostenitori del Sì e quelli del No
Un confronto partecipato e ricco di spunti quello che si è svolto martedì 17 marzo nel salone “La Citadela” di Oglianico, dove si è tenuto un incontro informativo dedicato al referendum costituzionale sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo 2026. L’iniziativa, promossa da un gruppo di cittadini oglianicesi tra cui Vincenzo Rosboch ed Elio Pagliotti, aveva l’obiettivo di offrire ai cittadini strumenti di approfondimento per comprendere meglio i contenuti della riforma e le ragioni delle diverse posizioni in campo.
Alla serata hanno preso parte Mauro Pianasso, avvocato cassazionista e presidente del comitato “Il Canavese dice Sì”, Beatrice Rinaudo, avvocato penalista del Coordinamento provinciale dei comitati referendari per il Sì di Forza Italia, Davide Mattiello, presidente di Articolo 21 Piemonte, e Daniela Giannone, ex magistrato giudicante presso il Tribunale di Torino per il fronte del No. A moderare il dibattito è stato Francesco Sermone, giornalista professionista e direttore responsabile della testata Canavesenews.it.
Il pubblico ha risposto numeroso all’invito, riempiendo il salone della struttura e seguendo con attenzione i vari interventi. Attraverso una serie di domande rivolte dal moderatore ai relatori, sono stati affrontati i principali punti della cosiddetta riforma Nordio, con i rappresentanti dei due schieramenti impegnati a spiegare, nei tempi concordati, le motivazioni del Sì e del No.
Il referendum è stato indetto perché il testo della riforma, approvato dal Parlamento, non ha raggiunto la maggioranza dei due terzi, rendendo necessario il passaggio confermativo attraverso il voto popolare.
Tra i temi centrali del dibattito la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti. La riforma prevede infatti percorsi professionali distinti pur mantenendo entrambi all’interno di un ordine autonomo e indipendente. In questo quadro nascerebbero due Consigli Superiori della magistratura, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, incaricati di gestire nomine, valutazioni e carriere.
Un’altra novità riguarda l’istituzione di una Corte disciplinare di rango costituzionale, che avrebbe il compito di occuparsi dei procedimenti disciplinari dei magistrati, sottraendo questa competenza ai Consigli Superiori.
Particolarmente discusso anche il tema del sorteggio dei membri togati degli organi di autogoverno della magistratura, previsto tra tutti i magistrati italiani, mentre per i componenti di nomina politica il sorteggio riguarderebbe una lista di giuristi indicata dal Parlamento.
La serata si è conclusa con le domande del pubblico, che hanno animato il confronto finale tra i relatori. Un appuntamento che ha offerto ai cittadini presenti un’occasione concreta di informazione e approfondimento in vista del voto del 22 e 23 marzo, quando gli elettori saranno chiamati a esprimersi nel segreto dell’urna sulla riforma costituzionale della giustizia.