
Piemonte, 94 nuovi interventi contro il dissesto idrogeologico: lavori anche in Canavese e nelle valli alpine
Novantaquattro nuovi interventi di manutenzione idraulica su tutto il territorio piemontese per contrastare il dissesto idrogeologico e rafforzare la sicurezza delle comunità locali. È il contenuto del quarto programma regionale approvato dalla Giunta del Piemonte, un piano che prevede opere diffuse lungo corsi d’acqua e aree montane con una movimentazione stimata di circa 897mila metri cubi di materiale.
Tra i territori interessati figurano anche numerosi Comuni del Canavese e delle valli alpine, tra cui Cuorgnè, Front, Pont Canavese, Sparone, Valchiusa, Traves e Venaus, dove verranno realizzate opere di sistemazione degli alvei, consolidamento delle sponde e riduzione del rischio di esondazioni.
A sottolineare la portata strategica del provvedimento è Mauro Fava, presidente della II Commissione consiliare Pianificazione Territoriale e consigliere regionale di Forza Italia. «La sicurezza del territorio non si improvvisa quando arriva un’alluvione – evidenzia Fava – ma si costruisce ogni giorno con manutenzione, programmazione e scelte concrete».
Secondo il consigliere regionale, il nuovo piano rappresenta una risposta strutturata ai cambiamenti climatici e all’aumento degli eventi meteorologici estremi che negli ultimi anni hanno colpito duramente il Piemonte. Dal 2016 al 2024 la regione ha infatti dovuto affrontare numerosi episodi di esondazioni, frane e isolamento di intere comunità montane.
Fava rivendica inoltre l’efficacia del modello piemontese di manutenzione idraulica, che nei primi tre programmi ha già portato alla realizzazione di 130 interventi e alla movimentazione di oltre 1 milione e 344mila metri cubi di materiale, generando circa 930mila euro di risorse reinvestite sul territorio.
I dati sul rischio idrogeologico confermano la necessità di interventi continui: secondo gli ultimi rapporti nazionali, oltre 140mila cittadini piemontesi vivono in aree esposte a rischio idraulico o franoso, mentre il 7,6% del territorio regionale ricade in zone a pericolosità di frane.
«Non possiamo limitarci a rincorrere le emergenze – conclude Fava –. Questo programma rappresenta una visione precisa di Piemonte: un territorio che protegge i suoi Comuni, tutela i suoi fiumi e investe sulla sicurezza dei cittadini».