
Cuorgnè, il Comune indice un concorso pubblico per dare un nome alla villa confiscata alla ’Ndrangheta
Sarà un concorso pubblico, rivolto in particolare alle scuole ma aperto a tutta la cittadinanza, a decidere il nome della villa di via Salgari a Cuorgnè, bene confiscato al boss della ’Ndrangheta Giovanni Iaria e attualmente in fase di recupero. L’iniziativa è stata ufficializzata nella mattinata di lunedì 9 marzo durante una conferenza stampa nell’ex sala consiliare del municipio.
La proposta nasce dalla collaborazione tra il Comune di Cuorgnè, che ha ottenuto l’assegnazione dell’immobile, e l’associazione Mastropietro, vincitrice nel 2024 del bando per la gestione della struttura. L’obiettivo è coinvolgere direttamente la comunità, soprattutto i giovani, nel percorso di restituzione del bene alla collettività.
«Non possiamo continuare a chiamarlo semplicemente “villa di via Salgari” – ha spiegato il sindaco Giovanna Cresto –. Con questo concorso vogliamo far comprendere ai ragazzi cosa siano la criminalità organizzata e i beni confiscati, ma soprattutto trasmettere l’idea che questo luogo appartiene a tutta la città».
Proprio in questa direzione sono stati organizzati tre incontri nelle scuole, con testimonianze dirette di familiari di vittime di mafia. Nei giorni scorsi a Cuorgnè è intervenuta Marisa Fiorani, madre di Marcella Di Levrano, testimone chiave al primo maxiprocesso contro la Sacra Corona Unita e uccisa nel 1990. Subito dopo la conferenza stampa è stata la volta di Roberta Congiusta, sorella dell’imprenditore calabrese Gianluca Congiusta, assassinato dalla ’Ndrangheta nel 2005. Martedì 10 marzo, infine, l’incontro con Marino Cannata, figlio di Domenico, imprenditore del marmo ucciso a Polistena nel 1972 per essersi rifiutato di pagare il pizzo.
Il concorso si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione dei beni confiscati. Giulia Toffanin di Libera Piemonte ha ricordato che il 7 marzo ricorreva il trentesimo anniversario della legge 109 del 1996, che ha reso possibile il riutilizzo sociale dei beni sottratti alle mafie. Allo stesso tempo l’associazione sostiene una nuova campagna per destinare il 2% del Fondo Unico di Giustizia al recupero degli immobili confiscati, spesso difficili da ristrutturare per la mancanza di risorse.
Proprio la villa di via Salgari rappresenta un esempio concreto. «La prima fase dei lavori è stata completata – ha spiegato Andrea Contratto del presidio cuorgnatese di Libera – con la messa in sicurezza dell’edificio e la sistemazione di alcune stanze. Ora dobbiamo proseguire con il recupero degli spazi e delle aree esterne». Per sostenere il progetto è stata avviata anche una raccolta fondi, già partita con una cena solidale organizzata a Valperga.
Il concorso per l’intitolazione è gratuito e aperto a studenti delle scuole cuorgnatesi, cittadini, gruppi informali e associazioni. Il nome dovrà essere scelto tra quelli delle vittime innocenti delle mafie. Le proposte dovranno essere inviate entro il 10 maggio all’indirizzo del Comune.
La scelta finale sarà affidata a una commissione composta da rappresentanti del Comune, dell’associazione Mastropietro e di Libera. Il progetto vincitore parteciperà alla cerimonia ufficiale di intitolazione e vedrà la piantumazione di un albero nel giardino della villa, simbolo di memoria e di rinascita civile.
f.s.