Alla scuola primaria “Giuseppe Giacosa” di Caluso i banchi non sono occupati soltanto dagli alunni. Da quest’anno, infatti, anche alcune mamme degli studenti hanno iniziato a frequentare la scuola grazie a un progetto di alfabetizzazione in lingua italiana pensato per le donne con background migratorio. L’iniziativa, ribattezzata “scuola delle mamme”, è nata dall’idea di un gruppo di insegnanti che ha scelto di dedicare parte del proprio tempo libero per offrire gratuitamente lezioni di italiano.
Tra le partecipanti ci sono donne provenienti da diversi Paesi del mondo – dalla Nigeria all’Afghanistan, dal Brasile ad altre realtà – accomunate dalla volontà di imparare la lingua e di comprendere meglio la realtà scolastica frequentata dai loro figli. Il progetto si svolge all’interno dell’Istituto Comprensivo di Caluso e coinvolge in particolare la primaria “Giacosa”.
L’idea è nata da una semplice osservazione fatta dalle docenti. Molte mamme straniere, infatti, incontrano difficoltà nel rapportarsi con la scuola e nel seguire il percorso educativo dei propri figli, soprattutto quando la conoscenza della lingua italiana è ancora limitata. Anche leggere un avviso sul diario o comprendere una comunicazione scolastica può diventare complicato.
A coordinare l’iniziativa è l’insegnante Daniela Mussano, che insieme ad alcune colleghe ha sviluppato il progetto poi accolto con favore dalla dirigente scolastica Paola Antonella Bianchetta. Il programma è stato successivamente presentato al Comune di Caluso, proprietario dell’edificio scolastico di via Gnavi, ricevendo il sostegno dell’amministrazione. Anche la consigliera delegata all’Istruzione Mariella Settia, già docente, ha deciso di unirsi al gruppo delle volontarie.
Le lezioni si svolgono in un’aula dedicata, due volte alla settimana – il martedì e il giovedì – per un totale di quattro ore. L’orario coincide con quello scolastico dei figli: mentre i bambini sono in classe, le mamme possono dedicarsi allo studio della lingua. La partecipazione non è obbligatoria e la presenza varia di volta in volta in base agli impegni familiari delle partecipanti.
Al progetto ha collaborato anche l’Associazione Nemo di Chivasso, impegnata sui temi dell’inclusione sociale. Attualmente sono una decina le mamme coinvolte, con livelli di preparazione molto diversi: alcune hanno studiato nei Paesi d’origine, altre partono quasi da zero.
Per questo le insegnanti hanno scelto un metodo molto pratico, basato su situazioni di vita quotidiana: fare la spesa, parlare con il medico, prendere il treno. L’obiettivo è fornire strumenti utili per orientarsi nella vita di tutti i giorni e, allo stesso tempo, favorire momenti di incontro e socializzazione.
Il progetto non intende sostituire i corsi dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti. Al contrario, rappresenta spesso un primo passo: grazie alla scuola è più facile coinvolgere le mamme che poi, una volta acquisiti i rudimenti della lingua, possono proseguire il percorso formativo presso il Cpia di Mercenasco per ottenere una certificazione ufficiale.
Oltre all’apprendimento linguistico, l’iniziativa ha rivelato anche un importante valore umano. Durante le lezioni si crea infatti un clima di forte solidarietà tra le partecipanti, che condividono esperienze e difficoltà pur provenendo da culture molto diverse. Un piccolo laboratorio di integrazione nato tra i banchi di scuola, dove la lingua diventa uno strumento per costruire relazioni e sentirsi parte della comunità.
