
Ponti, scadenza anticipata al 30 giugno 2026: sei mesi in meno per la messa in sicurezza. E ora?
Non sarà il 31 dicembre 2026 la data limite per completare l’iter degli interventi di messa in sicurezza dei ponti di Castiglione, Carmagnola, Villafranca, Villanova e Strambinello (Preti), attraversati ogni giorno da pendolari, autobus scolastici e mezzi pesanti. La scadenza fissata dal Milleproroghe, diventato legge nella sua versione definitiva, è il 30 giugno 2026.
Nel testo approvato non compare l’emendamento presentato dal deputato Roberto Pella e sostenuto da Anci, che avrebbe spostato il termine a fine anno per consentire a Comuni e Città metropolitana di completare un percorso amministrativo complesso: progettazioni definitive ed esecutive, validazioni, gare, verifiche antimafia, aggiudicazioni e apertura dei cantieri. La proroga resta, ma con sei mesi in meno rispetto alla richiesta degli enti locali.
Per la Città metropolitana di Torino la questione è tutt’altro che formale. Le infrastrutture interessate si distribuiscono su un territorio ampio e articolato, tra pianura, colline e valli, con ponti spesso datati e sottoposti a carichi crescenti. La messa in sicurezza rappresenta una priorità strutturale.
Il provvedimento non introduce nuove risorse, ma consente l’utilizzo di fondi già assegnati per la messa in sicurezza delle infrastrutture, comprese quelle del bacino del Po. Il termine del 30 giugno 2026, tuttavia, implica che entro quella data non solo dovranno essere completate le progettazioni, ma anche l’intera filiera amministrativa fino all’aggiudicazione delle opere. Una tempistica che, nel settore dei lavori pubblici, incide in modo determinante sulla possibilità di programmare con margini adeguati.
Un ulteriore elemento di incertezza riguarda l’elenco delle opere finanziate. Entro aprile 2025 il Governo avrebbe dovuto comunicare quali interventi, tra quelli candidati dagli enti locali, sarebbero stati effettivamente coperti dai fondi statali. A oggi quell’elenco non risulta ancora pubblicato, lasciando gli enti impegnati nella progettazione senza la certezza definitiva delle risorse.
Le cifre non sono marginali: per l’area della Città metropolitana di Torino si parla di oltre 66 milioni di euro destinati a ponti e viadotti, all’interno di un piano regionale che supera i 135 milioni. Risorse strategiche per garantire la sicurezza di collegamenti vitali tra comuni, scuole, ospedali e aree produttive.
La nuova scadenza del 30 giugno 2026 comprime i tempi e aumenta la pressione sugli uffici tecnici. In un contesto già complesso, il conto alla rovescia è partito, con progetti in corso e una programmazione che attende ancora certezze definitive sul quadro dei finanziamenti.
f.s.