
Il Canavese apre il 2026 con tre fiocchi rosa: Ginevra, Adele e Azzurra, le prime nate del nuovo anno
La notte di San Silvestro si è chiusa con tre nomi che sanno di promessa: Ginevra, Adele e Azzurra. Tre fiocchi rosa che hanno attraversato il Canavese trasformando l’inizio del 2026 in un racconto di vita, di attese e di emozioni condivise nei reparti di ostetricia. Mentre il conto alla rovescia spegneva i fuochi d’artificio, a Chivasso, Ivrea e Ciriè sono risuonate le prime voci del nuovo anno, quelle che mettono d’accordo tutti: la gioia di una nascita.
Il primo vagito del territorio è stato quello di Ginevra, venuta alla luce a Chivasso tre minuti dopo la mezzanotte. Un arrivo rapidissimo, che ha consegnato alla famiglia e agli operatori di turno un Capodanno da ricordare. La bambina pesa 3 chili e 450 grammi ed è nata con parto cesareo. Con mamma Federica e papà Emanuele, Ginevra vivrà a Lauriano Po: una nuova casa, un nuovo anno, una nuova vita che inizia con l’energia dell’attesa compiuta.
La prima nata del 2026 a Ivrea si chiama Adele. È arrivata alle 4.38, tra l’emozione dei genitori e l’attenzione dell’équipe sanitaria che ha accompagnato il parto. In reparto, nelle prime ore del mattino, i sorrisi si sono intrecciati alla quiete di un’alba d’inverno: un momento carico di significato che ha scaldato i corridoi dell’ostetricia.
Qualche ora più tardi, alle 6.36, anche l’ospedale di Ciriè ha salutato la sua prima nata dell’anno. La bambina si chiama Azzurra e il parto è avvenuto in modo spontaneo. Una nascita che ha regalato al reparto il suo primo buongiorno del 2026, fissando un’altra tacca nella memoria di chi lavora di notte per accogliere la vita.
Adele, Azzurra e Ginevra sono più di tre numeri: sono il primo sorriso del Canavese nel 2026. In un tempo spesso dominato da cronache tese, queste nascite ricordano la misura semplice delle cose che uniscono: l’abbraccio di una famiglia, la professionalità silenziosa del personale sanitario, la certezza che ogni inizio porta con sé una speranza concreta. Tra Chivasso, Ivrea e Ciriè, il nuovo anno parte così: con tre nomi, tre volti e un’unica, grande emozione condivisa.
f.se.