Sanità: il NurSind denuncia ritardi nell’attuazione dell’accordo sulle liste d’attesa e la carenza di personale

23/02/2025

Sanità: il NurSind denuncia ritardi nell’attuazione dell’accordo sulle liste d’attesa e la carenza di personale

Il sindacato degli infermieri NurSind ha lanciato un duro monito nei confronti della Regione, denunciando il mancato recepimento dell’accordo siglato un mese fa per la ripartizione dei fondi destinati alle prestazioni aggiuntive e alla copertura della carenza di personale sanitario. Un’intesa che prevedeva lo stanziamento di 5,8 milioni di euro, frutto della legge di bilancio 2025, destinati a ridurre i tempi di attesa per le prestazioni mediche e a garantire un supporto concreto al personale sanitario.

Accordo bloccato: le risorse non sono arrivate alle aziende

Nonostante la firma dell’intesa con la Direzione Regionale Sanità, ad oggi i fondi non sono ancora stati erogati alle aziende sanitarie, impedendo l’attuazione delle misure concordate. Francesco Coppolella, Segretario Regionale del NurSind, ha espresso la sua frustrazione: “Abbiamo dimostrato disponibilità nel collaborare con la Regione per trovare soluzioni, ma a fronte di questa apertura non abbiamo ancora ricevuto risposte concrete. L’accordo siglato resta bloccato e non è stato nemmeno trasmesso ufficialmente ai sindacati con la firma del direttore regionale”.

Mancanza di confronto e criticità irrisolte

Oltre alla mancata attuazione dell’accordo, NurSind lamenta la totale assenza di confronto su nuove risorse per il settore sanitario, nonostante le proposte avanzate nei mesi scorsi. “Abbiamo chiesto un tavolo di monitoraggio sull’utilizzo delle risorse, ma finora non abbiamo ricevuto alcuna convocazione. È essenziale che ci sia un confronto tra le parti per garantire che i fondi vengano utilizzati correttamente e per evitare che la situazione precipiti ulteriormente”, ha aggiunto Coppolella.

Il Decreto Milleproroghe e le nuove risorse: richiesta di confronto

NurSind ha inoltre evidenziato che il recente Decreto Milleproroghe prevede ulteriori risorse per le prestazioni aggiuntive, finalizzate a compensare la carenza di personale. Tuttavia, il sindacato ribadisce la necessità di discuterne i criteri di assegnazione per evitare che il peso dei turni continui a gravare sugli stessi operatori sanitari. “Non possiamo chiedere ulteriori sforzi ai professionisti senza la certezza di risorse adeguate. La riduzione delle liste di attesa è una priorità, ma non può avvenire a discapito della qualità del lavoro e della sicurezza degli operatori”, ha sottolineato Coppolella.

L’appello del NurSind: servono risposte concrete

Il sindacato chiede dunque alla Regione di sbloccare immediatamente le risorse e di avviare un confronto costruttivo per garantire la piena attuazione delle misure concordate. “Ci auguriamo di poter trovare presto risposte alle questioni sollevate. Altrimenti, diventa inutile partecipare a tavoli di discussione se poi non si passa all’azione”, ha concluso Coppolella.

Il settore sanitario continua ad affrontare una situazione critica, tra carenze di organico e lunghe liste di attesa. L’auspicio è che le istituzioni possano intervenire al più presto per garantire ai cittadini un servizio efficiente e agli operatori sanitari condizioni di lavoro dignitose.

Domattina, lunedì 24 febbraio,  si terrà l’incontro sullo stesso tema a Chivasso con i vertici dell’Asl T04 – ribadisce il segretario territoriale del Nursind Giuseppe Summa -. Sappiamo che proprio nella giornata di ieri sono partite le prime prestazioni, ma ribadiremo che senza certezza sui finanziamenti, sulle tempistiche e senza un piano di fabbisogno del personale che tenga conto dei reali fabbisogni, chiederemo agli infermieri e al restante personale di revocare l’adesione al recupero delle liste.

Infatti con senso di responsabilità abbiamo dato la nostra disponibilità per garantire un servizio ai cittadini, ma non accetteremo che il personale effettui ulteriore lavoro senza una corretta e preventiva trasparenza.

Fra l’altro il recupero delle prestazioni previste, aumenterà inevitabilmente la richiesta di attività chirurgica e al momento non ci sembra che queste prestazioni siano contemplate all’interno dello stesso piano.

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