Basso Canavese: un tumore gli ostruiva la trachea. 18enne salvato dai chirurghi delle Molinette

11/04/2023

Basso Canavese: un tumore gli ostruiva la trachea. 18enne salvato dai chirurghi delle Molinette

Salvato un giovane paziente residente in un comune del Basso Canavese con asportazione di una massa tumorale di 2 cm di diametro che ostruiva completamente la trachea con un intervento mininvasivo in broncoscopia ad alto rischio, presso l’ospedale Molinette di Torino. Il paziente di 18 anni residente in un comune del Basso Canavese, è stato trasferito a fine marzo dall’ospedale San Giovanni Bosco presso l’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. Il giovane era stato ricoverato per una grave insufficienza respiratoria acuta che non aveva risposto alle terapie per asma bronchiale, malattia di cui era affetto.

La grave insufficienza d’organo, che non era gestibile anche dopo l’intubazione del paziente, era in realtà dovuta ad una massa tumorale che ostruiva completamente la trachea, diagnosticata presso l’ospedale Giovanni Bosco, ed aveva comportato la necessità di ricorrere alla circolazione extracorporea (Ecmo) da parte del gruppo anestesiologico, guidato dal dottor Sergio Livigni, per mantenere in vita il giovane paziente. Dopo un paio di giorni, necessari per l’ottimizzazione dell’ossigenazione e delle condizioni generali, grazie alle équipes di Cardiochirurgia (diretta dal professor Mauro Rinaldi) e rianimatorie (dirette dai professori Luca Brazzi, Vito Fanelli e Chiara Bonetto) dell’ospedale Molinette, il paziente è stato sottoposto a broncoscopia con strumento rigido da parte del professor Paolo Solidoro e del dottor Giuseppe Tabbia della Pneumologia universitaria (diretta dal professor Carlo Albera), che ha consentito l’asportazione completa del tumore tracheale del diametro di circa 2 cm, che ostruiva completamente la trachea ed impediva la ventilazione dei due polmoni.

La procedura si è svolta senza complicazioni, con l’assistenza del dottor Massimo Consoli, presso la sala della Rianimazione del Pronto soccorso, di grande esperienza nella gestione di interventi in circolazione extracorporea, coordinata dalla dottoressa Marinella Zanierato.

La rimozione della massa è stata eseguita con un intervento ad alto rischio di sanguinamento e di mortalità intraoperatoria, su un paziente in gravissime condizioni cliniche.
In caso di sanguinamento erano stati preventivamente attivati percorsi di emergenza e, in ultima analisi, allertata la presenza dei chirurghi toracici (diretti dal professor Enrico Ruffini) per eventuali interventi sul torace.

Nella prima giornata postoperatoria è stata rimossa la circolazione extracorporea ed in seconda giornata il paziente era già tornato in respiro spontaneo, per essere quindi trasferito in ottime condizioni respiratorie e generali presso il reparto di Pneumologia universitaria. La massa, dimostratasi di natura benigna angiomatosa, per il peculiare e raro posizionamento nell’albero tracheobronchiale avrebbe determinato la morte del paziente per asfissia se non si fosse proceduto al più presto all’ossigenazione extracorporea e quindi al trasferimento presso un Centro esperto in broncoscopia in questa tipologia di assistenza rianimatoria, quale l’ospedale Molinette di Torino.

Una collaborazione ed interazione virtuosa tra équipes di diversi ospedali e di diverse specialità nell’effettuazione di una rete interventistica e terapeutica con ottimi esiti sui pazienti.

 

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