ll numero degli infermieri è insufficiente e il Nursind polemizza. In tutta l’Asl To4 ne mancano 170

29/04/2022

Lo scontro tra il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche e la direzione generale dell’Asl T04 si fa sempre più duro: mancano gli infermieri a tempo indeterminato e l’azienda sanitaria canavesana, nonostante le sollecitazioni, non ha ancora provveduto alle necessarie assunzioni per assicurare agli utenti un’assistenza tempestiva e adeguata.

“Il direttore Generale dell’Asl T04 che non ho avuto ancora il piacere di incontrare, sembra più interessato a dare risposte alla politica ed ai politici, piuttosto che ai lavoratori e ai cittadini dichiara Francesco Coppolella, Segretario Regionale del Nursind. Un Azienda così importante e come è noto così complicata, necessità di autorevolezza e determinazione che non ci sembra di vedere nel direttore generale dell’Asl T04”.

Sono 70 le unità di infermieri a tempo indeterminato in meno presenti a inizio 2022 rispetto al 2019. Un dato che preoccupa non poco il sindacato Nursind.

“Negli ultimi mesi e in particolar modo dopo la fine dello stato di emergenza, nella sede dell’Asl in via Po a Chivasso, sembra regnare solo una parola: tagliare perché lo chiede la Regione. A volte è necessario spiegare alla Regione che se certe cose si fanno ci sono delle conseguenze, oppure spiegare che per farle servono risorse e strumenti”.

L’azienda sanitaria conferma che la pianta organica è più che sufficiente considerato che rispetto al 2019 ci sarebbero 40 infermieri in più.  Numeri che non tornano al sindacato Nursind, che, dati alla mano, attraverso il segretario territoriale Giuseppe Summa, fa sapere come questi dati sarebbero strumentalizzati della Direzione.

“Secondo il dottor Scarpetta, infatti, tenuto conto delle indicazioni regionali che chiedono di allinearsi al dato del 2019, se in passato i servizi andavano avanti ugualmente con meno infermieri, si può fare ugualmente adesso che sono in più. Peccato che tra il 2019 e il 2022 ci sia stata di mezzo solo una pandemia che ha completamente rivoluzionato l’organizzazione e i tempi dell’assistenza”.

Ed è anche sui numeri che, a giudizio del sindacato, i numeri forniti dalla direzione non sarebbero corretti: “I dati forniti dalla direzione prendono come riferimento il personale in servizio nel 2019 e non la reale dotazione organica (il fabbisogno) che già quell’anno segnava un meno 32 unità e prevedeva un tetto di spesa più basso – spiega Giuseppe Summa -.  Quindi si parla di 8 unità in più che corrispondono agli interinali che stanno solo in parte sostituendo i 15 dipendenti sospesi e le 25 unità assenti per maternità. Calcoli alla mano anziché avere 40 infermieri in più come dichiarato dalla Direzione, ne abbiamo 30 in meno.

A tutto ciò dobbiamo aggiungere che ad oggi nonostante siano state stanziate le risorse per il piano Arcuri e l’infermiere di famiglia e comunità per cui è partita pochi giorni fa un corso di formazione regionale, mancano altre 130 unità.  Fra l’altro qualcuno dovrà dirci dove sono finiti tutti questi soldi e soprattutto perché l’Azienda continua a non comunicarci quanto ha risparmiato nel 2021, visto che già nel 2020 c’era stato un risparmio di 2 milioni di euro escludendo il personale Covid.

A confermare tutti i nostri dati, sono le continue segnalazioni che riceviamo dai vari servizi, dove in alcuni casi si è arrivati a lavorare anche 16 ore nelle 24. Abbiamo realtà dove per un paio di assenze in concomitanza 1 infermiere ha dovuto erogare assistenza a 20 pazienti! Vogliamo risposte ai problemi e alle criticità che puntualmente abbiamo segnalato e che segnaleremo con più forza nel caso questa direzione e questo direttore non se ne voglia occupare”.

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