Licenziato perchè malato di Parkinson. L’ex senatore Eugenio Bozzello: “Canavese senza umanità”

22/09/2018

Era stato licenziato dall’azienda per la quale lavorava perchè ammalato di Parkinson. Lui fa ricorso, si rivolge al tribunale e il giudice del lavoro sentenzia che deve essere reintegrato nel posto di lavoro. Ma a tutt’oggi l’azienda non ha ottemperato alla sentenza del giudice e ha fatto ricorso in Appello. La triste odissea del cuorgnatese Franco Minutiello sembra essere beffardamente destinata a continuare: la Teknoservice, la società di Piossasco che ha in appalto il servizio di raccolta e smaltimento di numerosi comuni del Canavese, non lo ha ancora contattato. Non solo: finora non avrebbe corrisposto all’ex autista le retribuzioni arretrate come ha disposto il magistrato del lavoro di Ivrea. Franco Minutiello è allo stremo e alle prese con difficoltà economiche inenarrabili: alla fine è rimasto senza stipendio e non può neanche usufuire dell’indennita di disoccupazione (Naspi) perchè l’Inps lo ritiene inabile al lavoro. Una situazione che definire kafkiana sarebbe quanto meno eufemistico.

La vicenda ha suscitato lo sdegno anche degli esponenti della politica regionale: Marco Grimaldi, capogruppo di Leu in Consiglio regionale, chiede che in questa situazione venga fatta giustizia e, attraverso i social, preannuncia di voler mettere in atto azioni di protesta eclatanti: “Care istituzioni, care forze democratiche e cari concittadini, se entro la prossima settimana il signor Minutiello non verrà reintegrato mi presenterò con quanta più gente possibile alla porta di quell’azienda.

Non vogliamo assalire nessuno, nè interrompere l’attività. Vogliamo giustizia e vogliamo vedere il signor Minutiello entrare in quel posto di lavoro, che fino a prova contraria gli spetta. Vogliamo che gli vengano pagati gli stipendi e che l’azienda la smetta di giocare sulla pelle di un lavoratore che ha avuto l’unica colpa di ammalarsi. Il signor Minutiello – conclude Grimaldi – vuole solo tornare a lavorare, vuole vivere. Non brama vendetta, chiede solo giustizia. Noi siamo e saremo al suo fianco”.

E anche l’ex senatore socialista ed ex sindaco di Castellamonte Eugenio Bozzello non è tenero nei confronti delle inadempienze fin qui denunciate: “Nel caso di Franco, voglio sottolineare che oggi è toccato a lui ma domani può toccare a chiunque, Non è accettabile che una nazione come l’Italia autorizzi un’azienda a buttare fuori dai cancelli un malato nonostante un giudice ne abbia disposto il reintegro nell’azienda che lo ha licenziato. Teniamo conto del fatto che questa Azienda lavora per il nostro territorio, con i soldi delle bollette dei cittadini, quindi i nostri e non con i loro. Il caso di Franco mi lascia l’amaro in bocca perchè sono profondamente convinto che l’umanità sia uguale a territorialità.

Lo sostengo nel caso del Ponte preti e maggior ragione riaffermo il principio in una vicenda che mostra il lato peggiore del nostro territorio. Mi vergogno perchè non è stato fatto tutto quello che si poteva fare per aiutare una persona in forte difficoltà. Chiudo io scusa a Minutiello perchè il territorio non gli ha concesso il sostegno che meritava”.

 

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