San Giusto: fiamme nella villa del boss Assisi. Libera Piemonte: “Non ci lasceremo impaurire”

08/06/2018

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Nei giorni scorsi alcuni ignoti sono penetrati nella lussuosa abitazione, hanno versato nell'ampio soggiorno liquido infiammabile e gli hanno dato fuoco. Per gl'inquirenti il significato intimidatorio sembra essere chiaro

Sono stati alcuni funzionari a scoprire quello che era stato un principio di incendio che non è riuscito ad innescare il rogo: l’episodio si è verificato lo scorso mercoledì nella lussuosa villa di Nicola Assisi, 60 anni, considerato come uno dei più importanti esponenti del narcotraffico internazionale latitante da anni e inseguito da un mandato di cattura europeo. A versare liquido infiammabile all’interno del vasto soggiorno dell’abitazione costruita a San Giusto Canavese e che è stata affidata in gestione a Libera, l’associazione fondata da Don Luigi Ciotti, sono state mani ignote. La fuliggine provocata dalle fiamme ha annerito le pareti della sala ma l’assenza di arredi non alimentato il fuoco. Al centro del soggiorno sarebbero state rinvenute due bombole di gas vuote.

Che il gesto rivesta un significato intimidatorio pare sia chiaro: sull’episodio stanno indagando i carabinieri. Sulla vicenda vige al momento il più stretto riserbo. Quando i funzionari, che dovevano accertare e sanare alcune difformità edilizie prima della consegna dei locali a Libera Piemonte si sono resi conto dell’accaduto, hanno chiamato i vigili del fuoco e i carabinieri. Chi è penetrato nella villa di San Giusto Canavese ha divelto i lucchetti e hanno lasciato aperta la porta basculante. Nicola Assisi è stato condannato in via definitiva per narcotraffico e una condanna in contumacia a 30 anni di reclusione. Gl’inquirenti ritengono che continui a dirigere i traffici illeciti insieme al figlio Patrick dal Brasile dove avrebbe trovato rifugio. Da alcuni mesi il suo nome è stato inserito tra i ricercati più pericolosi nella black-list stilata dal Ministero dell’Interno.

Libera Piemonte, che nella villa ha ricordato lo scorso 30 aprile, l’assassinio di Pio La Torre e di Rosario Di Salvo, annuncia sul proprio sito che l’associazione “non si lascia impaurire dalla minaccia portata a segno e non ha nessuna intenzione di cancellare gli appuntamenti che in quel luogo aveva in calendario. Il prossimo 16 giugno, infatti, saremo a San Giusto Canavese per l’assemblea Regionale della nostra rete, alla presenza dei tanti volontari che quotidianamente lavorano per far rinascere i beni confiscati e per portare avanti percorsi di formazione e di sensibilizzazione, con Luigi Ciotti, Gian Carlo Caselli, il Prefetto Renato Saccone, i rappresentanti delle forze dell’ordine e le istituzioni del territorio, dimostrando che le mafie si possono sconfiggere e che la legalità conviene.

Saremo in quella villa per continuare il percorso che porterà all’assegnazione del bene e per dimostrare che lo Stato può vincere sulle mafie, se la lotta si porta avanti uniti”.

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