Trasporto scolastico, l’Uncem denuncia: “Per i comuni montani i problemi saranno insormontabili”

19/08/2020

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Il sindaco di Burolo e presidente dell'Associazione Piccoli Comuni: "Abbiamo bisogno di chiarezza". Il consigliere regionale canavesano Andrea Cane: "La Lega non lascerà soli ancora una volta gli studenti e le famiglie"

  1. Il 14 settembre riapriranno le scuole piemontesi di ogni ordine e grado e preoccupa in Canavese l’organizzazione del trasporto scolastico, delegata ai sindaci e alle amministrazioni, in particolare nei comuni piccoli e montani. Molti scuolabus usati dagli studenti sono in carico direttamente ai comuni che, come previsto dall’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio del 7 agosto, devono ripensare l’organizzazione, laddove sia autonoma o interfacciarsi con le aziende che hanno in appalto i servizi, con unioni montane e comunità montane .

Nei giorni scorsi Uncem, l’Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani italiana, rendo noto in una nota stampa di aver scritto ai ministeri per poter fare un approfondimento urgente: nelle linee guida statali per il trasporto scolastico ci sono alcune questioni troppo gravose per i comuni.
A maggio di Franco Cominetto, sindaco di Burolo e presidente del direttivo ANPCI Città Metropolitana di Torino, aveva già sottolineato alla Regione Piemonte le difficoltà che la Fase 2 della emergenza sanitaria stava mostrando rispetto al trasporto scolastico.

“Abbiamo bisogno di chiarezza – spiega Cominetto -, dobbiamo sapere se il trasporto scolastico verrà equiparato a quello pubblico urbano. Inoltre chiediamo agli uffici scolastici di aiutarci, appena possibile nella costruzione del servizio, in funzione delle nuove esigenze del sistema di entrate ed uscite differenziate nei plessi scolastici più grandi”.

A raccogliere l’appello del Presidente Direttivo ANPCI Città Metropolitana di Torino il Consigliere regionale del Gruppo Lega Salvini Piemonte Andrea Cane: “Mi occuperò di sentire quanto prima gli assessori competenti– interviene Andrea Cane, che per il Carroccio si occupa di Enti Locali e vive a Ingria, il più piccolo paese canavesano – chiedendo tutto l’appoggio laddove di competenza regionale, oltre a farmi interlocutore per portare al Governo Centrale e al Ministero, l’istanza dei piccoli comuni. La ripartenza della scuola è un capitolo fondamentale della ripresa dell’Italia dopo il lockdown, molto è lasciato alla buona volontà di presidi, amministratori locali e sindaci. Un atteggiamento politicamente vergognoso da parte del Governo a cui occorre mettere toppe per quanto possibile. La Lega non lascerà soli ancora una volta gli studenti e le famiglie, che a un mese dalla riapertura delle classi si trovano a navigare a vista, senza sapere come i ragazzi a scuola ci potranno arrivare”.

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