Sanità: risorse economiche per il personale e liste di attesa, il Nursind chiede chiarimenti alla Regione

15/07/2024

Risorse economiche per il personale e liste di attesa: il Nursind chiede chiarimenti alla Regione

Il sindacato delle professioni infermieristiche Nursind ha recentemente sollevato preoccupazioni riguardo alla gestione delle risorse economiche destinate alle prestazioni aggiuntive e alla riduzione delle liste di attesa nel sistema sanitario. La Legge di bilancio regionale ha stanziato circa 6 milioni di euro per affrontare la carenza di personale nelle professioni sanitarie del comparto, con una tariffa oraria fissata a 60 euro. Tuttavia, questi fondi, distinti dai 25 milioni di euro destinati alla riduzione delle liste di attesa, presentano problemi nella loro distribuzione e utilizzo, secondo quanto segnalato dal Nursind.

Nonostante le richieste formali e gli incontri con la direzione regionale alla sanità, le risposte tardano ad arrivare. Il sindacato sottolinea che la recente assegnazione di oltre 10 milioni di euro, destinati principalmente alla dirigenza, non risolve le difficoltà degli infermieri, i quali potrebbero vedere ulteriormente compromesso il loro carico di lavoro.

Il Nursind, nella persona del segretario regionale Francesco Coppolella, chiede chiarezza e azioni concrete per garantire che le risorse vengano utilizzate correttamente e in linea con le finalità previste, evidenziando l’importanza di non abusare della disponibilità degli infermieri e di affrontare con serietà le emergenze legate sia alle liste di attesa sia alla carenza di personale.

IL CONTENUTO DEL COMUNICATO DEL NURSIND

“Le risorse destinate dalla Legge di bilancio per le prestazioni aggiuntive finalizzate anche alla carenza di personale, parliamo di circa 6 milioni di euro per le professioni sanitarie del comparto, ripartite alle ASR dopo un accordo regionale, dalla dgr del 6 maggio che ne ha recepito gli effetti, fissando anche a 60 euro la tariffa oraria, sono aggiuntive e non parte parte dei 25 milioni di euro destinati dalla stessa legge di bilancio per l’abbattimento delle liste di attesa di cui tanto si è parlato e che trovano il loro finanziamento all’interno dello 0.4% del finanziamento indistinto.

Lo abbiamo chiesto formalmente attraverso una lettera alla direzione regionale alla sanità e lo abbiamo richiesto nuovamente durante l’incontro di venerdì 12 in assessorato senza ancora aver ricevuto una risposta in entrambi i casi, se non, stando a quanto dichiarato dal direttore regionale alla sanità, una non meglio specificata responsabilità romana che su questo aspetto dovrebbe ancora chiarire. Risposta che a distanza di mesi troviamo quanto meno inadeguata in considerazione della rilevanza in termini di risorse economiche e delle urgenze da affrontare.

Intanto, la regione, nonostante la dgr del 4 marzo emanata dalla stessa, assegnava i 25 milioni di euro alle aziende per l’abbattimento delle liste di attesa, con una recente determina dirigenziale ne ha assegnati solo poco più di 10, destinati oltretutto solo alla dirigenza.
Per gli infermieri, la stessa determina indica di utilizzare per l’abbattimento delle liste di attesa le risorse assegnate prioritariamente per la carenza di personale frutto di un accordo regionale e di una dgr con un finanziamento differente.

In attesa che si chiarisca quanto prima, abbiamo chiesto alla direzione regionale di disporre alle aziende, finalità corrette, metodo, modalità e tempi per l’utilizzo di queste risorse in applicazione dell’accordo regionale, tenuto anche conto dell’anarchia che regna anche sotto questo aspetto, anche per quel che riguarda la tariffa oraria, nonostante sia chiarissimo.

Dobbiamo purtroppo registrare notevoli difficoltà sul tavolo regionale dove spesso le questioni si complicano maggiormente invece di chiarirsi e le discussioni sono alquanto poco produttive. Se ci sono risorse destinate a riconoscere economicamente prestazioni oltre l’orario di lavoro oppure oltre le giornate di lavoro previste contrattualmente per sopperire le carenze di organico, queste vanno utilizzate per le finalità previste e con le modalità concordate a meno che si pensi di voler continuare ad abusare della disponibilità degli infermieri.

Se in assenza di carenza di personale, fatto che invitiamo a dimostrare, queste risorse possono essere utilizzate anche per l’abbattimento delle liste di attesa, recependo l’indicazione della legge di bilancio, non vuol dire che la finalità va completamente sostituita e va fatto pagare il prezzo agli infermieri.

Siamo consapevoli delle diverse emergenze, da un lato le liste di attesa , dall’altro la carenza di personale, siamo altrettanto consapevoli del nostro ruolo. Molti servizi si reggono con prestazioni oltre l’orario e oltre i giorni lavorativi attraverso la disponibilità degli infermieri che potrebbe venir meno in entrambi i casi”.

 

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