
Ospedale di Cuorgnè, i sindacati alzano il muro: “No alla privatizzazione, chiediamo all’Asl T04 un incontro urgente”
Si accende il confronto sul futuro dell’ospedale di Cuorgnè. Il Comitato di Coordinamento Rsu dell’Asl T04, insieme alle sigle Uil-Flp, Nursind, Fp-Cgil e Cisl Fp, lancia un duro monito sulla riqualificazione del presidio sanitario e chiede un incontro urgente al direttore generale Luigi Vercellino.
Al centro delle preoccupazioni dei rappresentanti dei lavoratori, il progetto di studio annunciato nei giorni scorsi, per il quale la direzione avrebbe coinvolto anche l’Università Bocconi e il professor Cavallo Perin per gli aspetti giuridici. Un’iniziativa sulla quale, denunciano i sindacati, non vi sarebbe stato alcun confronto preventivo con il personale della struttura.
«Non vorremmo che quanto sta accadendo rappresenti il preludio a una privatizzazione, come già avvenuto a Tortona», si legge nel comunicato unitario, che richiama un precedente ritenuto emblematico. Da qui lo slogan: “Giù le mani da Cuorgnè”.
Le organizzazioni sindacali sottolineano inoltre come già nel 2023 si fossero opposte a uno studio commissionato dalla Regione Piemonte sulla riorganizzazione degli ospedali di Cuorgnè e Lanzo, ribadendo un principio ritenuto non negoziabile: «Un ospedale o serve o non serve. Se serve, si potenzia e non si privatizza».
In attesa di conoscere contenuti, obiettivi, costi e tempistiche del progetto affidato alla Bocconi, i sindacati chiedono chiarimenti puntuali e trasparenza, evidenziando come al momento si parli soltanto di uno studio preliminare.
L’incontro richiesto alla direzione generale dovrà fare luce anche sul futuro dell’ospedale di Lanzo Torinese, anch’esso coinvolto nel precedente studio del 2023 e al centro di recenti ipotesi di riorganizzazione dell’attività chirurgica.
«Qualsiasi progetto dovrà garantire il mantenimento del carattere interamente pubblico», ribadiscono le sigle, chiedendo un piano concreto di rilancio basato su assunzioni stabili e investimenti strutturali.
I rappresentanti dei lavoratori annunciano infine massima attenzione sugli sviluppi della vicenda e non escludono iniziative di mobilitazione nel caso in cui il percorso dovesse allontanarsi dalla tutela della sanità pubblica.