Rivarolo Canavese: Rivabanca cresce e si pone come punto di riferimento economico del Canavese Occidentale

16/05/2016

La legge di riforma del Credito Cooperativo è una riforma differente da quella che riguarda il sistema bancario nazionale. Una legge che mira a valorizzare l’attività capillare e l’impatto delle piccole realtà creditizie nel territorio locale. Se né parlato diffusamente sabato mattina nel corso dell’assemblea dei soci di Rivabanca. La BBC rientra pienamente nei criteri applicati dal legislatore nel formulare la legge di riforma approvata dal Parlamento. La banca territoriale, che conta sulla presenza della sede centrale a Rivarolo e di una filiale a Rivara, e ancora una realtà giovane, poco più di una start-up, presieduta dall’imprenditore canavesano Giovanni Desiderio, ma che sta già registrando positivi risultati. Il segreto? Il fatto che il “core business” della banca sono i piccoli operatori commerciali, le piccole e medie imprese attive nel settore del commercio, dell’artigianato e dell’industria, del settore dell’agricoltura e dei servizi. C’è da dire che l’apertura di Rivabanca, che ha sede nei presi dell’Urban Center in corso Indipendenza, si è rivelata piuttosto travagliata soprattutto a causa del via libera da parte della Banca d’Italia che è giunta soltanto il 26 gennaio 2015: esattamente cinque dopo la costituzione del Comitato promotore.

Oggi Rivabanca ha superato i 1.500 soci, può contare su un capitale sociale di 5 milioni di euro, ha deliberato l’affidamento ai propri numerosi clienti di prestiti e finanziamenti per oltre dieci milioni di euro e si propone di diventare un vero e proprio punto di riferimento per un territorio che, nonostante l’imperversare della crisi economica, resiste, investe, crede nelle proprie capacità. Il fatto che soltanto a Rivarolo nell’ultimo anno abbiano aperto i battenti oltre trenta nuove start-up imprenditoriali, a fronte di otto cessazioni di attività, la dice lunga sulla voglia che tanti canavesani hanno di creare formule di lavoro alternative. Ed è in questo percorso che la banca di credito cooperativo intende costituire un punto di riferimento sicuro e puntuale per tutti i 21 comuni che fanno parte del comprensorio territoriale di competenza della banca. Bernardino Naretto è il direttore dell’istituto di credito fin dalla sua fondazione. Ma qual è la mission di Rivabanca? Quello di promuovere nel Canavese Occidentale un territorio che favorisca – spiega -, lo sviluppo e la coesione sociale, impegnandosi ad essere nel contempo un’impresa cooperativa che si renda protagonista di iniziative attraverso la partecipazione e l’incremento del numero dei soci. Ovvero: è soltanto generando fiducia nelle comunità di insediamento, condividendo cultura, valori e strategia.

L’obiettivo nel medio e a lungo termine è quello di essere una banca dalle particolari connotazioni valoriali e a base mutualistica. In sintesi: l’impegno di Rivabanca è quello di andare incontro alle esigenze del territorio, per sviluppare le attività non solo industriali, ma anche quelle commerciali e delle famiglie. Una politica che sta iniziando a dare positivi riscontri, tanto che tra la clientela della BBC, le famiglie rappresentano una quota significativa. Fanno parte del consiglio di amministrazione Giovanni Desiderio (presidente), Gian Carlo Buffo (vicepresidente), i consiglieri Eraldo Bausano, Fulvio Giacolettto, Paola Giordano, Manuela Mattioda e Carla Oberto.

 

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