04/11/2015

Politica

Rivarolo Canavese, dal 1° gennaio 2016 addio ai “nonni vigili”. Ed è polemica

Rivarolo Canavese

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“Nonni vigili”, cambia tutto. Dal primo gennaio 2016 il servizio di sorveglianza all’entrata e all’uscita degli studenti dalle scuole rivarolesi sarà affidato dall’amministrazione comunale, come prevedono le nuove direttive, al Consorzio socio-assistenziale e non più al Centro anziani della città.

Toccherà quindi al Ciss 38 il compito di reclutare gli addetti. La scelta compiuta dal Comune ha provocato, nel corso dell’iltimo consiglio comunale, un’infuocata ridda di polemiche. Aldo Raimondo, capogruppo della lista di centrodestra “Riparolium”, ha sostenuto che sarebbe stato meglio continuare ad avvalersi di persone di fiducia. D’altro canto l’iniziativa era stata avviata per fare in modo che il denaro dei rivarolesi andasse agli anziani della città.

Il nodo “gordiano” da sciogliere è proprio quello che il rimborso concesso dal Comune al Centro anziani, deciso dai commissari nel 2012 dopo lo scioglimento del Consiglio comunale. Un’operazione che ha creato al Comune non pochi problemi come ha confermato l’assessore al Bilancio e vicesindaco Edo Gaetano. L’amministratoreha specificato in aula che la convenzione stipulata con il Centro anziani Villa San Giuseppe, si stava configurando con un rapporto di lavoro subordinato e non più volontario. La decisione è stata obbligata dato che tra, rimborsi, orari da rispettare, competenze che non consentivano, a giudizio del vicesindaco, la prosecuzione della convenzione senza un notevole esborso da parte del Comune.

Ad affiancare il personale scelto dal Ciss 38 saranno gli agenti del Corpo di Polizia municipale anche se qualche “nonno vigile” continuerà a svolgerevolontariamente il servizio. I vigili rivarolesi sono attualmente impegnati ad affiancare le prime dodici persone incaricate. L’opposizione ha anche chiesto spiegazioni sulla presenza degli agenti davanti al complesso scolastico di Via Maire dato che la strada di accesso è chiusa la traffico. La decisione si è resa necessaria, come ha sottolineato il sindaco Alberto Rostagno, perché è stata espressamente richiesta dai genitori e dagli insegnanti per prevenire e reprimere i deleteri e diffusi atti di “bullismo”.

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