23/12/2021

Cronaca

Piemonte – Oltre 3mila contagi nelle ultime 24 ore. Gli ultimi dati dall’Unità di crisi

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L’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 3.290 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 2058 dopo test antigenico), pari al 5,1% di 65.129 tamponi eseguiti, di cui 51.890 antigenici. Dei 3290 nuovi casi gli asintomatici sono 2.166 (65,8%). I casi sono così ripartiti: 2221 screening, 836 contatti di caso, 233 con indagine in corso.

Il totale dei casi positivi diventa 439.374, così suddivisi su base provinciale: 35.060 Alessandria, 21.206 Asti, 14.182 Biella, 62.438 Cuneo, 33.980 Novara, 234.058 Torino, 15.646 Vercelli, 16.155 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.814 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 4.835 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati non in terapia intensiva sono 854 (+ 24 rispetto a martedì). I ricoverati in terapia intensiva sono 64 (invariati rispetto a martedì). Le persone in isolamento domiciliare sono 29.025.

I tamponi diagnostici finora processati sono 11.122,820 (+65.129 rispetto a martedì), di cui 2.633.377 risultati negativi.

Ore 17. I decessi diventano 11.970. Otto decessi di persone positive al test del Covid-19 sono stati comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte.

Ieri intanto sono stati individuati in Piemonte altri due casi di variante Omicron, che salgono quindi a 4 in tutto sul territorio. I casi sono stati confermati attraverso la genotipizzazione eseguita dall’Istituto di Candiolo.

Si tratta di due donne, madre e figlia, conviventi della provincia di Torino. Entrambe vaccinate con due dosi, sono in buone condizioni di salute: la mamma di 55 anni è asintomatica, mentre la figlia di 20 anni è pauci-sintomatica. Entrambe erano risultate positive a un test antigenico rapido e al successivo test molecolare.

“Le evidenze scientifiche attuali confermano che la maggior parte dei tamponi antigenici, e in particolare quelli usati in Piemonte, individuano i casi di positività anche in presenza di variante Omicron – affermano Giovanni Di Perri, responsabile del Dipartimento Malattie infettive dell’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, e Valeria Ghisetti, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia –. Infatti i test antigenici rapidi non individuano la sequenza molecolare relativa alla proteina spike (responsabile dell’identità delle diverse varianti), ma bensì la presenza della proteina nucleocapsidica (proteina N), non coinvolta quest’ultima nelle modificazioni strutturali che caratterizzano le diverse varianti. La velocità nell’individuazione dei casi di contagio è più che mai utile in questo momento di alta circolazione del virus e i test rapidi antigenici danno un contributo importante al sistema di tracciamento. Resta fondamentale, però, il senso di responsabilità di ogni cittadino nel limitare le occasioni di contagio. La prudenza deve continuare a essere la regola guida di ogni nostra azione, oggi più che mai”.

 

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