Nell’impatto della pandemia sulla cura dei tumori, la Rete oncologica ha fatto la differenza

05/02/2022

Prima uscita pubblica, in occasione della Giornata nazionale contro il cancro, della nuova Rete oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta, lo strumento che con il quale appena sei mesi fa la Regione ha innovato e potenziato il modello complessivo di assistenza sul territorio per queste patologie. Sintetizzando l’analisi dell’impatto della pandemia sulla prevenzione e cura delle neoplasie in Piemonte, l’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi ha dichiarato che “se nella prima ondata vi è stato il blocco temporaneo dei programmi di screening, con significative riduzioni dell’attività complessiva, nel 2021 le mammografie di screening per il carcinoma della mammella hanno raggiunto i livelli pre-Covid, con 10.000 test in più rispetto al 2019 e 2.000 in più rispetto al 2018, per un totale di 186.770. Sono in ripresa, anche se non ancora a livello ottimale, i programmi di screening per tumori del colon retto e della cervice uterina. L’impatto della pandemia è stato significativo sui programmi di cura, soprattutto nella prima ondata. Nell’ondata attuale l’attività chirurgica, medica e radioterapica ha saputo reagire meglio alle criticità e stiamo assistendo a una progressiva normalizzazione. In entrambe le ondate, sono state mantenute le attività di assistenza domiciliare”.

“Nonostante le inevitabili limitazioni imposte in emergenza a ospedali e ambulatori, e grazie all’impegno responsabile e qualificato dei professionisti sanitari del settore – ha evidenziato Icardi -, il sistema sanitario piemontese ha saputo reggere all’emergenza della prima ondata, acquisendo l’esperienza per affrontare quelle successive in un modo sempre più efficace”.

Il dettaglio dei dati

Massimo Aglietta, coordinatore della Rete oncologica, Mario Airoldi, che monitorizza livelli di attività ospedalieri, e Alessandro Comandone, che si occupa dell’oncologia di prossimità, hanno presentato un interessante serie di dati.
Negli anni pre-pandemia (2018 e 2019) il numero totale di ricoveri oncologici si aggirava intorno a 74.000 per anno, di cui circa 30.000 in day hospital e 44.000 in regime ordinario. Nel biennio 2020-2021 i ricoveri totali sono diminuiti di circa 16.000, in misura maggiore tra i ricoveri in day hospital (-25 e -30%) e tra i ricoveri ordinari medici (tra -23 e -27%), minore per i ricoveri chirurgici ordinari (-16 e 17%). In situazioni mediche non acute, i programmi di telemedicina hanno consentito di ridurre l’impatto di un difficile accesso alle strutture sanitarie.
In termini assoluti, la riduzione più marcata di ricoveri chirurgici nel 2020-2021 si è verificata tra i 60-79enni (da circa 14.000 interventi nel 2018-2019 a circa 12.000). Considerando quelli più frequenti (con più di 500 ricoveri l’anno), le riduzioni sono state più evidenti per i tumori del colon e del retto (anche per la ridotta quota di casi identificati allo screening e con procedure di diagnosi precoce), una riduzione leggermente inferiore per i tumori urologici e della mammella, di entità minore per i tumori del polmone.
Il mantenimento dell’assistenza domiciliare è stato fondamentale per contenere i disagi ed ha indotto ad attivare progetti di potenziamento.

Le nuove iniziative

Tramite i distretti sanitari si stanno attivando corsi di formazione per i medici di medicina generale, farmacisti, infermieri e professioni sanitarie. Verrà potenziato il progetto per le famiglie fragili, che con interventi mirati nelle situazioni critiche aiuta a sminuire l’impatto di problemi sociali preesistenti o conseguenti alla malattia tumorale. Per garantire a tutti i pazienti facile accesso a diagnostiche e terapie avanzate sono stati identificati i Centri di diagnostica molecolare avanzata che saranno di riferimento per tutti gli ospedali ed è in attivazione con modalità multimediale il “Molecolar Tumor Board”, che fungerà anche da centro di raccolta e discussione collegiale multidisciplinare di situazioni cliniche complesse.

Si provvederà anche alla valorizzazione del ruolo di infermieri e professioni sanitarie con programmi di formazione continua. L’attività della Rete Piemonte è stata apprezzata al punto che nel 2022, per la prima volta, il Piemonte ospiterà l’assise delle Reti oncologiche italiane, il Cracking Cancer Forum.

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