Piemonte, imprese preoccupate per l’incertezza globale: in calo le previsioni di produzione ed export

14/10/2024

Piemonte, imprese preoccupate per l’incertezza globale: in calo le previsioni di produzione ed export

Il clima di fiducia delle imprese piemontesi per il quarto trimestre del 2024 rispecchia un quadro di crescente preoccupazione, influenzato dalla complessa situazione geopolitica ed economica globale. L’indagine trimestrale condotta a settembre da Unione Industriali Torino e Confindustria Piemonte, su un campione di oltre 1.340 aziende manifatturiere e di servizi, rivela aspettative caute, con indicatori di produzione, ordini e redditività in calo. Anche le previsioni sulle esportazioni mostrano una tendenza negativa, in linea con quanto osservato negli ultimi sei trimestri.

Per la prima volta, la differenza nelle aspettative tra grandi e piccole imprese, solitamente a favore delle prime, si è azzerata. Tuttavia, lo scenario regionale complessivo riflette dinamiche settoriali divergenti. Il comparto manifatturiero continua a soffrire, con un aumento della cassa integrazione e prospettive in calo, mentre il settore terziario, che ha registrato una crescita stabile dalla fine della pandemia, mantiene una visione più positiva, protetto dalle turbolenze internazionali grazie a una minore dipendenza dalle esportazioni.

Le aziende piemontesi stanno rimandando nuovi investimenti, mantenendo per lo più quelli già pianificati. Cresce la preoccupazione per l’aumento dei costi energetici, mentre rimangono alti i costi delle materie prime e della logistica. Nonostante l’aumento del ricorso agli ammortizzatori sociali, l’occupazione non ha ancora subito un calo significativo.

Industria in calo, terziario in crescita

Nel settore industriale, la maggior parte dei comparti mostra segnali negativi, con alcune eccezioni come l’alimentare, da sempre anticiclico, l’edilizia e il comparto cartario-grafico, che esprimono attese positive. I settori più in difficoltà includono il tessile, la metalmeccanica, la gomma-plastica e la chimica, con bilanci negativi rispetto alla media regionale. Il comparto automobilistico, in particolare, continua a soffrire, con un saldo pessimistico del -33,9%.

Nel terziario, invece, le prospettive rimangono favorevoli per quasi tutti i settori, con l’ICT e i servizi alle imprese in testa. In controtendenza, commercio, turismo e trasporti esprimono attese meno positive, riflettendo le sfide che questi comparti stanno affrontando.

La preoccupazione delle imprese

Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte, ha sottolineato come l’incertezza globale influenzi pesantemente le decisioni delle imprese: “Una maggioranza più ampia del solito delle imprese non si esprime né con ottimismo né con pessimismo. Prevale una prudente attesa, in un contesto geopolitico ed economico mai così instabile. Il voto americano imminente si aggiunge a una transizione industriale che rallenta a livello globale, con ricadute anche sui Paesi nostri principali partner.”

Nonostante queste difficoltà, Amalberto ha evidenziato segnali di speranza, in particolare con l’attenzione delle imprese verso il piano Industria 5.0 e il consolidamento del settore ICT e dei servizi alle imprese, che potrebbero contribuire a una futura ripresa sia sul mercato interno che nelle esportazioni.

Risultati principali dell’indagine

Secondo l’indagine, solo il 19,4% delle imprese prevede un aumento della produzione nel quarto trimestre, contro il 21,3% che si attende un calo, con un saldo negativo di -1,9%. Anche le previsioni sugli ordini registrano un saldo pessimistico di -5,5%, in peggioramento rispetto alla precedente rilevazione.

L’occupazione, tuttavia, offre un quadro più positivo, con un saldo ottimisti-pessimisti pari a +5,1%, mentre le esportazioni continuano a soffrire, con un bilancio di -8,8%. Il tasso di utilizzo degli impianti resta stabile al 77%, mentre la cassa integrazione è in aumento, riguardando l’11,5% delle imprese.

Differenze territoriali e settoriali

A livello territoriale, le previsioni peggiori provengono dalle province di Biella e Vercelli, con saldi fortemente negativi, rispettivamente -17,7% e -22,2%. Difficoltà sono segnalate anche nelle province di Alessandria, Asti e Novara. Al contrario, Cuneo e Torino registrano aspettative più ottimistiche, con saldi positivi rispettivamente del +7,3% e +2,2%.

In sintesi, mentre l’industria piemontese attraversa una fase di rallentamento, il settore dei servizi mostra una maggiore resilienza, sostenuto da una crescente domanda interna e dall’innovazione tecnologica. Il futuro delle imprese della regione dipenderà in gran parte dall’evoluzione dell’incerto scenario geopolitico e dalle capacità del tessuto produttivo di adattarsi alle nuove sfide.

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