
Autotrasporti verso lo sciopero anche in Piemonte: “Costi insostenibili, senza risposte dal Governo i mezzi si fermano”
Il settore dell’autotrasporto merci si prepara allo stop anche in Piemonte. La mobilitazione è stata annunciata da Unatras, che riunisce le principali sigle di categoria, tra cui Confartigianato Trasporti, al termine di settimane di confronto senza esiti con il Governo.
Le modalità e le date del fermo saranno definite nei prossimi giorni, nel rispetto delle procedure previste dal codice di autoregolamentazione degli scioperi nel settore. Ma il segnale è già chiaro: senza interventi immediati, camion e tir potrebbero spegnere i motori nelle prossime settimane, con effetti diretti sulla distribuzione delle merci e delle derrate alimentari.
Alla base della protesta ci sono criticità ormai strutturali: aumento dei costi operativi, forte volatilità dei prezzi energetici, margini sempre più ridotti e squilibri nei rapporti lungo la filiera. A pesare, secondo le associazioni, è soprattutto «l’assenza della politica», con la mancanza di misure concrete a sostegno del comparto.
Il nodo principale resta il caro carburante. In Piemonte, secondo i dati delle associazioni di categoria, il gasolio ha raggiunto i 2,13 euro al litro, incidendo fino al 35% dei costi operativi complessivi, che arrivano a sfiorare il 90% considerando tasse e altri oneri. Un aumento di 25 centesimi al litro comporta un aggravio di circa 9mila euro annui per singolo mezzo pesante, cifra che può salire a 90mila euro per una flotta di dieci camion.
Numeri difficili da sostenere per un settore che opera con margini medi inferiori al 3% del fatturato. In molti casi, sottolineano le associazioni, il solo incremento del costo del carburante è sufficiente ad azzerare gli utili.
A incidere sulla decisione anche la mancata operatività delle misure previste dal Decreto-Legge 18 marzo 2026 n. 33, che stanzia 100 milioni di euro sotto forma di credito d’imposta per il comparto. Risorse annunciate ma non ancora accessibili alle imprese, che continuano a sostenere costi elevati senza adeguati strumenti di compensazione.
Il rischio, in caso di fermo, è quello di un impatto significativo sull’intero sistema produttivo, soprattutto in una regione come il Piemonte, snodo strategico della logistica nazionale ed europea. Lo stop dei mezzi potrebbe tradursi in un rallentamento o addirittura in una paralisi delle filiere.
Le associazioni restano in attesa di segnali concreti da parte dell’Esecutivo, ma ribadiscono che, senza risposte rapide, la mobilitazione appare ormai inevitabile.