È stato inaugurato ieri, mercoledì 18 febbraio, presso il Day Hospital Oncoematologico dell’Ospedale di Ciriè, il progetto di Pet Therapy che integra le terapie convenzionali con il supporto emotivo degli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA). L’iniziativa, avviata come polo sperimentale a Ciriè, potrà essere estesa in futuro alle altre sedi dell’Oncologia e dell’Ematologia dell’Asl T04.
In ambito oncologico ed ematologico il benessere psicologico incide in modo significativo sulla resilienza della persona assistita. Il contatto con cani appositamente addestrati favorisce la riduzione di stress, ansia e percezione del dolore, attenua il senso di isolamento e stimola la comunicazione tra pazienti e personale sanitario.
Il progetto è reso possibile grazie all’AVO (Associazione Volontari Ospedalieri), vincitrice di un bando promosso dal gruppo ENI, che finanzierà un intero anno di attività. «L’inaugurazione rappresenta un passo fondamentale nel percorso di umanizzazione delle cure – ha dichiarato il direttore generale dell’ASL TO4, Luigi Vercellino –. Non curiamo solo la malattia, ma ci prendiamo cura della persona nella sua interezza. Grazie alla collaborazione con AVO e al sostegno di ENI offriamo uno strumento di sollievo scientificamente validato».
Gli incontri, denominati “Il giovedì del benessere”, hanno preso il via oggi 19 febbraio e si svolgeranno ogni giovedì dalle 10 alle 11.30. Potranno partecipare, previo consenso, fino a 10 persone per sessione, per garantire sicurezza e qualità dell’intervento.
Il progetto sarà seguito da due professionisti formati secondo le linee guida nazionali sugli IAA, con attestato rilasciato dal Centro di Referenza Nazionale. I cani coinvolti sono certificati e con esperienza in contesti ospedalieri, comprese comunità psichiatriche e hospice. Ogni seduta vedrà la presenza del coadiutore del cane, di uno psicologo del servizio di Psicologia dell’Asl T04 specializzato in cure attive e palliative e di un infermiere di reparto.
«La riduzione dello stress e il miglioramento dell’umore incidono positivamente sulla compliance ai trattamenti oncologici – ha spiegato Giorgio Vellani, direttore dell’Oncologia –. Il cane agisce come catalizzatore emozionale, facilitando un’alleanza terapeutica più solida». Per Cristina Foli, responsabile dell’Ematologia, «la dimensione sociale e affettiva è una medicina aggiuntiva: il progetto rompe la routine medicalizzata del Day Hospital e sostiene la qualità della vita durante le terapie».
fr.se.
