Progetto “Scuola sicura”: in classe le seconde e terze medie. Previsto un tampone al mese

30/12/2020

Scuola sicura” è il progetto sperimentale, tra i primi in Italia, messo a punto dalla Regione Piemonte per garantire il ritorno in classe in sicurezza dopo le festività natalizie. Un’iniziativa che secondo il presidente Alberto Cirio “ha solide basi scientifiche, perché predisposta dai nostri epidemiologi ed esperti con il via libera anche del mondo medico”.

Come ha illustrato l’assessore all’Istruzione, Elena Chiorino, nel corso di una videoconferenza stampa “si tratta di un progetto che comporta un investimento di 7 milioni di euro e che testimonia una volta di più l’attenzione che la Regione ha dedicato e continua a dedicare alla scuola. L’obiettivo è riprendere le lezioni in presenza con la massima sicurezza possibile e continuarle fino al termine dell’anno scolastico, garantendo così agli studenti il miglior diritto allo studio possibile nell’attuale situazione”.

Questo il dettaglio del progetto, alla cui stesura hanno collaborato anche gli assessori alla Sanità, Luigi Icardi, e alla Ricerca Covid, Matteo Marnati:
– Dal 4 gennaio al 31 marzo 2021 svolgimento di uno screening mediante l’esecuzione su base volontaria ogni 15 giorni di un test antigenico o molecolare agli 83.000 componenti il personale docente e non docente dei servizi educativi per l’infanzia e delle scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado, agenzie formative del sistema dell’Istruzione e della Formazione professionale, previa prenotazione del proprio medico di medicina generale (per i non residenti in Piemonte è prevista una corsia preferenziale tramite il Sisp);

– Dall’11 gennaio al 31 marzo 2021 svolgimento, con il supporto del referente Covid di ogni scuola, di uno screening modulare sui 75.000 studenti di seconda e terza media, che saranno sottoposti su base volontaria una volta al mese (ogni settimana viene testato un quarto di ogni classe) a tamponi molecolari e antigenici utilizzando gli hotspot presenti in tutto il Piemonte.

“In questo modo – ha puntualizzato Chiorino – potremo monitorare l’andamento del contagio e contenerlo. Ai genitori chiediamo di accompagnare i figli all’hotspot una volta al mese. Prevediamo un’adesione del 70% degli interessati”. L’assessore ha inoltre annunciato che “stiamo anche lavorando per supportare il lavoro dei medici e alleggerirli. Potranno essere definiti accordi territoriali per rafforzare il piano mediante la collaborazione con enti pubblici, privati e del Terzo settore”.

Pietro Presti, consulente strategico Covid della Regione e coordinatore del gruppo di lavoro degli epidemiologi che ha sviluppato il progetto di monitoraggio rivolto in particolare alle seconde e terze medie, ha voluto puntualizzare che “è un piano che si basa sulla collaborazione tra tutti gli attori fondamentali per la ripresa dell’attività scolastica. Useremo sia tamponi molecolari che rapidi perché l’obiettivo è individuare tempestivamente eventuali positività”, mentre l’epidemiologo Giuseppe Costa ha sostenuto che “il test a rotazione agli studenti delle classi della media inferiore serve per facilitare il tempestivo tracciamento dei casi in una fascia di età che, insieme alle superiori, si è dimostrata più esposta alla vie di contagio della vita scolastica e parascolastica, e che, più delle superiori, risulta vulnerabile all’impoverimento delle opportunità di apprendimento legato alla didattica a distanza. Dunque queste classi sono il destinatario che più può beneficiare di questo programma di prevenzione sanitaria”.

In videocollegamento sono intervenuti Fabrizio Manca, direttore dell’Ufficio scolastico regionale, che ha evidenziato come “con questo progetto articolato e complesso viene mantenuta la promessa del presidente Cirio di riprendere le lezioni in presenza per le seconde e terze medie, e si garantisce la pienezza dell’esercizio del diritto allo studio e la sicurezza del personale scolastico”, Guido Giustetto, presidente dell’Ordine dei Medici di Torino, che anche a nome degli altri presidenti degli Ordini provinciali del Piemonte ha dichiarato che “tornare alla didattica in presenza è molto importante e il progetto della Regione dà la garanzia di non sprecare energie permettendoci di raggiungere gli obiettivi, grazie anche alla collaborazione di tutti i colleghi medici”, e Roberto Venesia (Fimmg), Antonio Barillà (Smi) e Mauro Grosso Ciponte (Snami), rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei medici di famiglia, hanno aggiunto che “consentire al più presto la riapertura delle scuole è quanto mai necessario per un Paese civile. Farlo nella massima sicurezza è un dovere, e i medici di famiglia anche in questa occasione forniranno il loro contributo professionale”.

 

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