03/12/2020

Cronaca

Nuovo Pdcm di Natale: è linea dura. Spostamenti vietati e coprifuoco “esteso” a Capodanno

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Il nuovo Dpcm natalizio che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte firmerà a breve e che annuncerà in diretta televisiva a reti unificate alle 20,15 di oggi, giovedì 3 dicembre, si caratterizza il mantenimento del rigore. Il documento è costituito da due soli articoli e servirà ad evitare, nelle intenzioni del ministero della Salute Roberto Speranza e di tutto il Governo ad evitare che le feste natalizie accelerino di colpo la curva dei contagi e delle vittime. In sostanza la bozza prevede il mantenimento del divieto di spostamento tra regioni e province autonome tra il 21 dicembre e il 6 gennaio e coprifuoco esteso fino alle 7,00 del mattino a Capodanno. Il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio sarà vietato raggiungere anche le seconde case se non per ragioni di lavoro, salute e “situazioni di necessità” oltre che per tornare nella propria residenza, domicilio o abitazione.

I ristoranti potrebbero restare aperti a pranzo a Natale, Santo Stefano, Capodanno ed Epifania (il limite al tavolo è limitato alla presenza di sole quattro persone) mentre potranno rimanere aperti negli altri giorni fino alle 18,00. Chiusi invece nelle zone arancioni. Il nuovo Dpcm che avrà validità da domani, venerdì 4 dicembre fino a dopo l’Epifania (per 50 giorni continuativi) conferma la linea dura adottata dall’inizio di novembre e la suddivisione dell’Italia in zone di colore diverso.

Per quanto concerne i negozi potrebbero rimanere aperti fino alle 21 allo scopo di evitare assembramenti. Prevista la quarantena per chi fa rientro dati trasferimenti transfrontalieri. Le misure sugli spostamenti hanno suscitato l’ira delle Regioni. E, allo stato attuale delle cose, il dibattito è ancora molto teso.

“Se abbassiamo la guardia, la terza ondata è dietro l’angolo – ha affermato il ministro della Salute, Roberto Speranza che ha spiegato come “Le misure introdotte stanno funzionando, ma attenti a non scambiare un primo raggio di sole con lo scampato pericolo”. Tradotto: meglio non replicare le leggerezze del periodo estivo che hanno provocato l’insorgenza della seconda ondata dell’epidemia. Confermata la chiusura degli impianti sciistici che potranno riaprire dal 7 gennaio. Un altro motivo di scontro tra il presidente Conte e alcuni governatori delle Regioni.

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