Nella ex caserma Rocciamelone di Usseglio, laboratori didattici e un presidio sanitario

07/09/2020

CONDIVIDI

La Caserma Rocciamelone della Guardia di Finanza a Villaretto di Usseglio venne realizzata nel 1939 ed è stata utilizzata in passato anche per le colonie estive. È stata ceduta il 13 febbraio scorso dal Demanio al Comune, si estende su un'area di oltre 7.000 quadrati

Lo scorso sabato 5 settembre, alle 16 nella sala polivalente di Usseglio è stato presentato uno studio per il riuso della Caserma Rocciamelone, promosso e curato dall’Associazione “Amici del Museo Civico Alpino” di Usseglio, dal Politecnico e dall’Università degli studi di Torino. L’evento è patrocinato dalla Città Metropolitana di Torino.

La Caserma Rocciamelone della Guardia di Finanza a Villaretto di Usseglio venne realizzata nel 1939 ed è stata utilizzata in passato anche per le colonie estive. È stata ceduta il 13 febbraio scorso dal Demanio al Comune, si estende su un’area di oltre 7.000 quadrati. Il complesso comprende sei edifici che occupano circa 1.600 metri quadrati, un tempo adibiti ad uffici e camerate, luogo di comunità con spaccio, magazzino, scuderia per i muli, magazzino e armeria, rimessa dei mezzi.

Il progetto di valorizzazione delle Caserme è concepito come un’occasione per avviare la costruzione di acceleratori di sviluppo sociale ed economico in una visione metro-montana, in cui l’integrazione con la città diventa occasione di crescita culturale e demografica per la Valle di Viù e di rafforzamento del tessuto sociale; il tutto favorito dalla futura disponibilità della fibra ottica che raggiungerà Usseglio nel 2022.

Il complesso delle Caserme ha un grande spazio aperto verde centrale con i padiglioni disposti tutt’intorno. Potrebbe accogliere attività come laboratori didattici e artigianali, un presidio sanitario tra telemedicina e infermeria di comunità, servizi sociali, spazi didattici per il Politecnico e l’Università, spazi per la ricettività turistica.

Il percorso progettuale intende valorizzare il sapere diffuso presente nelle Valli di Lanzo: ad esempio quello dei gestori delle esperienze produttive e dei fornitori dei servizi alla popolazione, dando vita ad una rete policentrica e capace di generare valore aggiunto. La configurazione a padiglioni e lo stato buono-discreto di conservazione dei manufatti consentono di immaginare una riattivazione a tappe del complesso, in base ai progetti e alle risorse disponibili. Oltre all’associazione Amici del Museo Civico Alpino di Usseglio, al Comune, al Politecnico e all’Università degli Studi di Torino, aderiscono al progetto l’Uncem, l’Unione Montana Alpi Graie, l’Unione Montana Valli di Lanzo Ceronda e Casternone e il GAL Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone.

Leggi anche

25/09/2020

Sanità, la Regione stanzia 35 milioni per ridurre le liste d’attesa. All’Asl T04 oltre 3 milioni di euro

Sanità, la Regione Piemonte stanzia 35 milioni per ridurre le liste d’attesa. All’Asl T04 oltre 3 […]

leggi tutto...

25/09/2020

Coronavirus in Piemonte: nuova impennata dei contagi (+120). Un decesso e 65 pazienti guariti

L’Unità di Crisi della Regione Piemonte comunica che, alle 17,30 di oggi venerdì 25 maggio i […]

leggi tutto...

25/09/2020

Cadono i primi fiocchi: nevicate in Valle Orco e al Sestriere. Chiusa la strada per il Nivolet

Cadono i primi fiocchi: nevicate in Valle Orco e al Sestriere. Chiusa la strada per il […]

leggi tutto...
made with by dsweb.lab | Privacy Policy