Sanità in Piemonte: maggior ruolo dei medici di famiglia per contrastare l’emergenza Covid

27/10/2020

Potenziare il meccanismo informativo delle Asl e dei rispettivi Sisp nei confronti di medici di medicina generale e pediatri, ridurre la tempistica fra l’esecuzione del tampone e l’effettiva comunicazione dell’esito al paziente, sostegno ai medici di medicina generale nelle incombenze di tipo medico e burocratico che si sono aggiunte a causa dell’aumento dei casi di Covid e che rischiano di ingolfare la normale attività sono i punti che hanno trovato d’accordo la Regione Piemonte e l’Ordine dei Medici di Torino.

La condivisione degli obiettivi è stata raggiunta nel corso di un incontro che il presidente della Regione Alberto Cirio ha avuto con il presidente dell’Ordine dei Medici di Torino, Guido Giustetto, e un gruppo di medici di medicina generale e ospedalieri che hanno voluto evidenziargli alcune delle criticità emerse in queste settimane a causa dell’aumento di casi di Covid in Piemonte. In particolare, si è discusso di come possa essere migliorato il rapporto delle Asl e dei Sisp con i medici di medicina generale, che rappresentano il contatto diretto tra la sanità di territorio e il paziente, ed evitare che le difficoltà degli studi medici possano riversarsi sugli ospedali, creando ulteriore pressione sulle strutture e sul personale sanitario impegnato.

“Il potenziamento del ruolo dei medici di famiglia è un punto cardine del progetto di riorganizzazione della medicina territoriale messo a punto dall’assessore Icardi in collaborazione con la task force guidata dal professor Fazio – ha dichiarato Cirio – Abbiamo previsto una dotazione di 15 milioni di euro per avviare il progetto che partirà operativamente nel 2021, ma data la situazione e l’evoluzione della pandemia anticiperemo dando un sostegno ai medici di famiglia del territorio per supportare la loro attività. A cominciare dal tracciamento dei contatti dei soggetti positivi su cui, grazie alla rimodulazione dell’accordo integrativo regionale, il ruolo del medico di famiglia è fondamentale, così come lo è il loro aiuto per individuare e isolare rapidamente i casi sospetti e disporre direttamente il tampone di verifica senza dover passare attraverso i Sisp. La Regione si farà carico di contribuire alle spese che i medici di famiglia sosterranno già in questi prossimi mesi per fare fronte all’enorme mole di lavoro quotidiano che, accanto a tutti gli operatori del sistema sanitario e come primo punto di riferimento per ogni cittadino, stanno affrontando in questo momento”.

Dal canto suo, l’assessore Luigi Icardi ha affermato che “la collaborazione con i medici di base è fondamentale in questa emergenza” e che “la riforma della medicina territoriale prosegue e al più presto porteremo in Consiglio regionale due specifici progetti di legge. Inoltre, modificheremo l’accordo integrativo con i medici di medicina generale e i pediatri, fornendo ulteriori strumenti per contrastare e contenere la pandemia. Fondamentale per non saturare gli ospedali, sia nei posti ordinari che nelle terapie intensive, sarà la capacità che avremo insieme di curare le persone a casa e sul loro territorio. Una cosa che potremo realizzare solo con l’aiuto dei medici di famiglia”.

NUOVO SETTORE PER L’EMERGENZA COVID

La Giunta regionale ha deciso di istituire all’interno della Direzione Sanità e Welfare un nuovo Settore dedicato all’emergenza Covid, la cui responsabilità sarà affidata a Gianfranco Zulian, attuale direttore sanitario dell’Asl di Vercelli.

“Visto l’evolversi della situazione epidemiologica e il perdurare della pandemia – chiarisce l’assessore Icardi – abbiamo ritenuto necessario incardinare un nuovo Settore che avrà il compito di verifica della puntuale applicazione della programmazione regionale e di sovrintendere le attività sanitarie dell’Unità di Crisi e del Dirmei, il Dipartimento interaziendale malattie ed emergenze infettive, accanto a quella delle aziende sanitarie. Sarà il cruscotto di comando dell’emergenza, oltre che di monitoraggio e reportistica, con l’obiettivo di potenziare il presidio sull’emergenza, visto l’incremento della curva del contagio nel nostro Paese, e parallelamente continuare a garantire la massima attenzione a tutti gli aspetti delle politiche e della gestione sanitaria”.

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