L’Uncem: “Il patto di stabilità blocca 500 milioni di euro che i comuni potrebbero spendere”

30/08/2017

Ci sono cose che spesso passano troppo traccia; notizie che non vengono rese note o che non vengono scritte ma che evidenziano come a frenare la crescita e lo sviluppo del territorio piemontese e canavesano siano i vincoli del famigerato patto di stabilità. In parole povere: nelle casse dei piccoli comuni, anche montani, languono inutilizzati milioni e milioni di euro che la legge finanziaria non consente di utilizzare. Tesoretti che giacciono nei caveau delle banche. Un controsenso in un momento in cui l’economia territoriale stagna e non riprende.

A sollevare la questione è Marco Bussone, vicepresidente regionale dell’Uncem Piemonte (L’unione delle Comunità Montane) che ha raccolto il grido di allarme lanciato da tanti sindaci. Con quei soldi si potrebbero progettare e pagare opere essenziali, saldate i debiti dei creditori e progettare lo sviluppo sinergico del territorio e, in particolare, dell’asfittico comparto edilizio.

Qui si parla di almeno 500 milioni di euro. E non sono noccioline. Eppure il patto di stabilità impedisce, anche se hai i soldi in cassa, di poterli spendere. “È urgente e inderogabile l’immediata modifica della norma, facendo uscire gli Enti da un’impasse effettivo delle attività e delle opportunità di intervento sui territori che, in molti casi, si uniscono a una conseguente limitazione dei servizi ai cittadini spiega Marco Bussone -. La norma si unisce a quelle, molto negative, relative al blocco delle assunzioni che sta compromettendo il lavoro dei Comuni “più virtuosi” che hanno un numero di impiegati bassissimo e non hanno mai superato i vincoli stringenti di indebitamento. La norma, come scritta oggi, finisce per agevolare chi in passato ha assunto e speso di più”.

In questo particolare contesto l’Uncem sottoscrive e rilancia la richiesta e la mobilitazione dei Sindaci, per una completa revisione delle norme su queste materie e sul pareggio di bilancio in particolare. L’Unione dei Comuni Montani crede fermamente che il Paese possa tornare crescere se esiste la volontà politica trasversale di puntare sulle Autonomie locali, con un coordinamento delle attività all’interno delle Unioni.

Sono i territori extraurbani quelli da cui può venire una spinta all’economia, all’innovazione e all’uscita della crisi.

“Nel Decreto Enti locali in fase di definizione, deve dunque trovare spazio l’eliminazione del pareggio di bilancio e del blocco degli avanzi. Si torni a consentire ai Comuni di guidare preziosi e virtuosi percorsi di investimento, a vantaggio dell’intero sistema economico nazionale, nonché delle comunità governate dalle Amministrazioni locali – conclude il vicepresidente dell’Uncem -. Il Governo e il Parlamento tornino a credere e a dare fiducia ai Comuni, restituendo loro pieni poteri di azione, migliorando vivibilità e servizi, generando un benessere sussidiario, del quale il Paese ha grande bisogno”.

 

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