03/05/2016

Cronaca

Lodo Asa: al via le trattative. Ambrosini ha chiesto 15 milioni, ma i sindaci non sono d’accordo

Castellamonte

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Che si sarebbe rivelata una strada in salita non c’erano dubbi fin dall’inizio, ma la trattativa riguardante il Lodo Asa si sta rivelando oltremodo difficoltosa. Certo, si tratta del primo incontro ed è inevitabile che sia il commissario straordinario dell’ex Asa Stefano Ambrosini e la delegazione che rappresenta i 51 sindaci e le ex tre Comunità Montane siano arroccati su posizioni ancora distanti. In ballo ci sono i 70 milioni di euro causati dai debiti accumulati negli anni dall’ex consorzio.

In estrema sintesi: il commissario liquidatore avrebbe chiesto ai comuni di versare il 20% del debito complessivo per chiudere definitivamente la partita. Quindici milioni di euro per definire la posizione dei comuni che facevano parte dell’ex consorzio. Una proposta che ha fatto rizzare i capelli in testa a molti dei sindaci che fanno parte della delegazione e che avrebbero definito irricevibile l’ipotesi e hanno avanzato un’altra proposta: ossia quella di versare nelle esauste casse dell’azienda in liquidazione il 4% del debito totale, ovvero 3 milioni di euro in tutto. Una cifra che per il commissario straordinario è del tutto irrilevante e che è lontana dal ripianare i debiti dell’azienda consortile che, per molti anni ha gestito il servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti per tutti i comuni dell’Alto Canavese.

Il Deus ex Machina della trattiva, come è stato più volte evidenziato, è il vicepresidente e assessore al Bilancio della regione Piemonte Aldo Reschigna, il quale, conscio del fatto che la trattativa deve andare a buon fine nell’interesse di entrambe le parti in causa, ha salomonicamente proposto ai comuni di versare all’azienda dieci milioni di euro, da ottenere attraverso la concessione di mutui trentennali. Al momento, è da chiarire, si tratta soltanto di un’ipotesi.

Per valutare se questa strada è praticabile, Aldo Reschigna incontrerà a breve il procuratore generale della Corte dei Conti. La sua opinione in merito sarà determinante per una corretta prosecuzione della trattativa. La partita è appena iniziata e i “nodi” da sciogliere non sono pochi. Una cosa sembra certa fin dall’inizio: se non si troverà un accordo, non rimane che impugnare in Appello il lodo in sede civile. Con tutti i rischi che questo potrebbe comportare, non ultima una sentenza che obblighi i comuni a versare cifre decisamente superiori a quelle sulle quali si sta cercando di trattare.

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