14/01/2016

Cronaca

Le arance del Carnevale di Ivrea, non passeranno tra le mani delle organizzazioni mafiose

Ivrea

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La lotta contro la mafia passa attraverso la legalità e la trasparenza. In quest’ottica anche quest’anno lo storico Carnevale di Ivrea utilizzerà arance fornite da associazioni imprese a dichiarare tramite un’autocertificazione di non avere legami con la criminalità organizzata. Il protocollo d’intesa è stato sottoscritto lo scorso febbraio 2015 in Prefettura a Torino, dalla Fondazione del carnevale eporediese, dal Comune di Ivrea, dagli aranceri e dall’Associazione Libera fondata da don Ciotti.

Lo scopo di quello di contribuire a combattere in questo modo il fenomeno del caporalato che da sempre è sotto il controllo delle cosche mafiose: un fenomeno dapprima diffuso nelle regioni meridionale e, che negli ultimi decenni si è esteso anche in tutto il Nord Italia. Fin dalla sua nascita “Libera” ha condotto molte battaglie contro le mafie e gestisce per scopi umanitarie anche buona parte dei beni sequestrati alle organizzazioni e ai boss.

Da tempo l’associazione si batte anche contro il caporalato e, nel quadro di questa azione, in collaborazione con l’associazione “Benvenuti in Italia” e la Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea ha dato vita al protocollo denominato “Arance Frigie”, ispirato all’esperienza compiuta da uno studente del Politecnico di Torino di origine camerunense che d’estate si recò in Puglia nel Salento per raccogliere pomodori e si trovò a guidare il più grande sciopero dei braccianti a Nardò. Con la stipula del protocollo si farà in modo che la produzione, la raccolta, il trasporto e la commercializzane delle centinaia di quintali di agrumi che vengono usati durante la storica battaglia delle arance, siano facilmente verificabili e trasparenti nell’ottica del rispetto dei principi di legalità e dignità dei lavoratori.

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