24/05/2022

Economia

L’alternanza scuola-lavoro valutata da un imprenditore, una docente e un sindacalista

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La formazione e l’alternanza scuola lavoro- è stato il tema di un interessante incontro che ha avuto luogo lo scorso mercoledì 11 maggio presso il Circolo Arci di Valperga. Al tavolo dei relatori sono stati chiamati Carola Peradotto, insegnante all’Istituto “XXV Aprile” di Cuorgnè, Francesca Ghiani tirocinante presso l’agenzia “Synergie”, l’imprenditore Fabrizio Rosboch, General Manager della IMP-Group di Busano e fondatore del Centro di Formazione “Essenzialmente” di Rivarolo Canavese e il sindacalista della Uil Santho Iorio.

Nel sottolineare che l’alternanza scuola-lavoro, introdotta nel 2003, ha avuto un avvio faticoso Carola Peradotto ha messo anche in luce tutte le carenze strutturali delle quali soffre la legge, divenuta obbligatoria nel 2015. Un esempio pratico su tutti: alla luce delle trasformazioni che l’alternanza scuola e lavoro ha subito negli an ni, per ogni classe, sia degli Istituti Tecnici che dei Licei, occorrerebbe mettere in pratica in progetto specifico e un tutor per ogni studente. Una soluzione affascinante da spiegare a parole ma impossibile da mettere in pratica. La situazione oggi? Che tutto si basa, come sempre più spesso accade in Italia. sulla buona volontà degli insegnanti. E poi c’è l’eccessiva a burocrazia che complica i rapporti tra la scuola, gli studenti e le imprese. Aspetti negativi a parte la professoressa Peradotto si è dichiarata favorevole all’iniziativa che, come ha sottolineato, per la maggior parte degli studenti coinvolti si tratta di un’esperienza positiva.

L’OMP-Group di Busano ha aderito al progetto di Apprendistato Duale istituito nel 2017 dall’Istituto “Grasso” di Torino, voluto da una preside dalla vocazione imprenditoriale. Il capitano d’industria Fabrizio Rosboch ha sottolineato come il Progetto sia una tipologia di contratto che consente agli studenti di essere assunti come apprendisti e di percepire, di conseguenza, un compenso in denaro. Ovvero: nei primi tre giorni della settimana gli studenti si recano in classe mentre nei due restanti giorni lavorano alla OMP con reciproca soddisfazione. “I modelli non vanno condannati in quanto tali- ha affermato Rosboch – ma bisogna guardare ai risultati”. Qual è l’errore compiuto finora, si è chiesto? Quello di attribuire alla scuola oneri che non le c competono e porre tutte le imprese sullo stesso piano. “Noi abbiamo 750 dipendenti e molte certificazioni – ha detto Fabrizio Rosboch – ma quelle di piccole dimensioni non riescono a fare la stessa cosa. Troppe lauree umanistiche non sono propedeutiche al lavoro”. In Canavese non esiste disoccupazione – ha affermato in conclusione del suo intervento -. Chi vuol lavorare, un posto lo trova”.

Positiva la testimonianza di Francesca Ghiani, tirocinante presso la Synergie e prossima alla laurea: la giovane ha raccontato di avere iniziato con una visione pessimistica ma ha dovuto completamente ricredersi: quella che pensava sarebbe stata una perdita di tempo si è invece rivelata un’esperienza positiva che l’ha aiutata a capire cosa le piacesse o meno fare nel futuro professionale.

Di diverso avviso è stato il sindacalista della Uil Santho Iorio che ha evidenziato come quando il lavoro è brutto, sporco e malpagato, facilmente ci si pensa due volte prima di accettarlo. Dal suo punto di vista, l’esponente sindacale fin o ad adesso ha rivelato soltanto situazioni negative. Quello dell’alternanza scuola lavoro è un genere di apprendistato, ha proseguito, che diventa insieme agli stages e tirocini vari, strumenti per bassare il costo del lavoro. “Oggi i lavoratore è sotto ricatto e disposto a tutto, anche a mettere a repentaglio la propria vita” ha detto. Nel corso del dibattito che ha avuto luogo al temine degli interventi dei relatori, tra il pubblico alcuni hanno criticato il reddito di cittadinanza mentre altri hanno puntato il dito su un tema di fondo di diverso tenore: a scuola si dovrebbe andare per farsi una cultura e non per apprendere un mestiere. Quello, è stato detto, lo si impara nei laboratori.

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