
Ivrea, morte di Matteo Bianco, condannata a un anno e mezzo la conducente della Lancia Y
Si è concluso con una condanna a un anno e sei mesi, con la sospensione condizionale della pena, il processo di primo grado per la morte di Matteo Bianco, il 26enne di Pavone Canavese deceduto nel settembre 2022 in seguito a un incidente stradale avvenuto in via Torino, a Ivrea.
La sentenza è stata pronunciata dalla giudice Matilde Vitali nei confronti della conducente della Lancia Y coinvolta nello schianto, una donna di 42 anni imputata per omicidio stradale.
Secondo la ricostruzione accolta dal tribunale, Matteo Bianco stava andando al lavoro in sella alla sua Vespa quando, poco prima delle 8 del mattino, si è scontrato con la Lancia Y. Il giovane è stato sbalzato dal mezzo e, durante la caduta, è stato poi travolto da una seconda vettura, una Volkswagen Tiguan.
Il giudice ha quindi accolto la tesi dell’accusa, secondo la quale la responsabilità dell’incidente sarebbe riconducibile alla manovra della conducente della Lancia Y, che in quel momento stava svoltando a sinistra mentre il vespista procedeva sulla propria corsia. La difesa aveva invece sostenuto l’ipotesi di un concorso di colpa, richiamando anche la velocità dello scooter.
Matteo Bianco viveva con la famiglia a Pavone Canavese e lavorava alla Icas di San Bernardo di Ivrea. Era molto conosciuto nel territorio per la passione per i cavalli e per il Carnevale, passioni condivise con il padre Elio.
Era inoltre giudice del Gruppo italiano attacchi, inserito nell’Aiat, l’associazione internazionale degli attacchi di tradizione, e da due anni faceva parte del direttivo della Pro loco di San Bernardo.
La sentenza di primo grado chiude così una prima fase giudiziaria di una vicenda che, a distanza di quattro anni, continua a lasciare un segno profondo nella comunità eporediese e in quella di Pavone Canavese.