
Ivrea, malore in triciclo a Basilea per Angelo Catanzaro: interrotto il viaggio di solidarietà verso Strasburgo
Si è interrotto a Basilea il viaggio di Angelo Catanzaro verso Strasburgo, dove avrebbe dovuto portare al Parlamento Europeo le istanze delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Il responsabile dell’Ufficio Disabilità della Uil di Ivrea e del Canavese è stato colpito da un malore mentre era in sella al proprio triciclo nella giornata di domenica 13 settembre 2026. Dopo i primi accertamenti in Svizzera e il rientro in Italia, Catanzaro si trova ora al Cto di Torino per ulteriori controlli.
L’episodio è avvenuto durante la seconda edizione dell’iniziativa “Oltre i Limiti”, partita da Ivrea l’8 settembre. Secondo quanto riferito dal suo staff, Catanzaro stava pedalando quando ha improvvisamente perso i sensi, finendo coinvolto in un incidente. Immediati i soccorsi e il trasferimento all’Ospedale Universitario di Basilea, dove è stato sottoposto agli accertamenti sanitari necessari.
Dopo alcune ore di osservazione è stato dimesso. Le sue condizioni sono state definite buone, anche se il forte spavento e la necessità di approfondire quanto accaduto hanno determinato l’interruzione del viaggio e il successivo trasferimento al Cto di Torino.
Al momento del malore erano con lui Adolfo Granito, presidente di Ada Piemonte e segretario della Uil Pensionati Torino, Livio Tesio, Davide Pistarino e Simone Andreello, impegnato nelle riprese dell’impresa, oltre alla moglie Laura. Sono stati loro ad assisterlo nelle prime fasi dell’emergenza e ad accompagnarlo nel rientro.
Catanzaro aveva già percorso oltre 300 chilometri in triciclo, attraversando la Svizzera con destinazione Strasburgo. L’obiettivo dell’iniziativa, sostenuta dalla Uil di Ivrea e del Canavese e dalla Uil Pensionati Piemonte, era raggiungere il Parlamento Europeo per richiamare l’attenzione sui diritti delle persone con disabilità, sull’inclusione, sull’autodeterminazione, sulla mobilità accessibile e sul sostegno alle famiglie e ai caregiver.
Il viaggio si ferma quindi prima della meta, ma resta intatto il messaggio che Catanzaro voleva portare in Europa: trasformare una lunga sfida personale e fisica in un’occasione per dare maggiore visibilità alle difficoltà quotidiane e ai diritti delle persone con disabilità. Ora, però, la priorità è rappresentata dalle sue condizioni di salute e dagli accertamenti in corso a Torino.