Ivrea: dal Lussemburgo il via libera alle indagini della procura sui conti esteri di Defilippi e Obert

17/09/2016

La procura di Ivrea potrà controllare i presunti conti bancari esteri che potrebbero essere riconducibili a Gabriele Defilippi e l’ex complice e amante Roberto Obert che si trovano in carcere, con l’accusa di aver ucciso, in concorso, la professoressa di sostegno di Castellamonte Gloria Rosboch. La richiesta di rogatoria internazionale avanzata dalla procura eporediese è stata accolta dalle autorità del Lussemburgo, il Paese europeo nel quale si ritiene che gli assassini di Gloria abbiano aperto conti bancari nei quali potrebbero essere transitati anche i 187 mila euro sottratti con l’inganno e l’illusione alla povera insegnante trovata cadavere in un pozzetto di decantazione del percolato nell’ex discarica di Rivara.

Il procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando è deciso ad andare fino in fondo, sia sulla questione legata alla pistola semiautomatica che Gabriele aveva affidato a Roberto Obert, che sul denaro presumibilmente trasferito su conti all’estero: per questa ragione la procura ha richiesto la rogatoria internazionale anche al Principato di Monaco. In attesa della risposta, si inizierà ad indagare sui movimenti bancari lussemburghesi.

Ci vorrà tempo e per questo i magistrati inquirenti hanno richiesto una proroga di sei mesi per concludere le indagini in corso. Gloria Rosboch, 49 anni, quando denunciò l’ex allievo per truffa, firmò inconsapevolmente la sua condanna a morte. La donna, dopo una lunga corrispondenza epistolare con Gabriele, il giovane dai mille volti e dalle poliedriche personalità, si era fatta convincere a consegnargli i 187 mila euro (i risparmi di una vita suoi e degli anziani genitori) con l’illusione di costruire insieme al giovane una nuova vita in Costa Azzurra.

Un anno dopo, invece, la sua esistenza è terminata a causa di un brutale omicidio. Per quell’assassinio Defilippi e Obert, continuano ad accusarsi a vicenda. L’esame del conti bancari potrebbe, tra l’altro, aprire, al di là dell’omicidio Rosboch, nuovi e inediti scenari in questa vicenda che, giorno dopo giorno, rivela raccapriccianti particolari. Nel contempo l’avvocato difensore della famiglia Rosboch, Stefano Caniglia, ha chiesto il sequestro dei beni intestati a Caterina Abbatista, al figlio Gabriele Defilippi e a Roberto Obert.

L’obiettivo è quello di recuperare almeno una parte di quel denaro che è costata la vita all’ex professoressa. Il processo, a causa della proroga richiesta dagli inquirenti, potrebbe essere celebrato nei primi mesi del prossimo anno.

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