Il Canavese trema: la procura indaga sulla rete di pedofili e sui presunti “vizi particolari” di Obert

21/04/2016

Uno dei filoni principali dell’inchiesta che la procura di Ivrea e gli uomini del comando provinciale dei carabinieri agli ordini del colonnello Domenico Mascoli, stanno conducendo in relazione all’omicidio della professoressa di sostegno  di Castellamonte Gloria Rosboch, è quella della pedopornografia. Una pista emersa durante gl’interrogatori ai quali è stato sottoposto Gabriele Defilippi che ha accusato il complice, ex amico e amante Roberto Obert. A tremare, adesso, sono i benestanti pedofili torinesi, canavesani e di mezza provincia di Torino che, negli anni hanno costruito nell’ombra, una fitta rete di contatti e di siti dove è possibile vendere e acquistare infami video che hanno come protagonisti i bambini e minorenni e dove si organizzano incontri “particolari” con minori.

Gl’inquirenti (guidati dal procuratore capo Giuseppe Ferrando) e investigatori, assistiti da qualificati tecnici informatici, stanno passando al setaccio i telefonini e i computer di Gabriele e di Roberto Obert, che finora ha sempre respinto ogni addebito riguardante il suo presunto e sordido “vizietto particolare”. Ma nonostante Defilippi e Obert abbiano cancellato dai loro personal computer ogni possibile indizio, gl’investigatori sanno bene che in alcune partizioni nascoste del pc, vengono conservate file e informazioni importanti. Insomma, non è del tutto impossibile fare in modo che si possano trovare riscontri. Defilippi ha raccontato, tra tante cose che vanno verificate con estrema attenzione, di aver combinato un incontro (che sarebbe avvenuto dietro il cimitero di San Giorgio Canavese), tra un ragazzino di San Giusto Canavese e il “maturo” amante, ovviamente dopo congruo pagamento.

L’inchiesta sembra destinata ad allargarsi a macchia d’olio e, al di là dell’efferato assassinio della professoressa, illusa e depredata di 187 mila euro con l’illusione di rifarsi una vita noiosa e sempre uguale, in Costa Azzurra con il manipolatore 22enne dagli occhi di ghiaccio, emergono fatti di inaudita gravità. Intanto il procuratore capo Giuseppe Ferrando avrebbe nuovamente ascoltato il fratellastro di Gabriele, forse con l’intento di trovare riscontri che aiutino inquirenti e investigatori a fare piena luce sul delitto Rosboch. L’incontro sarebbe avvenuto in una caserma dei carabinieri di Torino: l’obiettivo è quello di definire appieno e una volta per tutte la posizione di Caterina Abbatista (che si trova il carcere alle Vallette con la grave accusa di omicidio in concorso).

L’interrogatorio è stato ovviamente secretato, ma pare che il ragazzino, per il quale il padre Sergio M. ha chiesto al tribunale dei minori l’affidamento esclusivo, abbia confermato che Gabriele l’avesse minacciato con la pistola quando il bambino ha trovato un borsone pieno di soldi falsi, lo stesso denaro che Roberto Obert avrebbe bruciato. La pista pedopornografica potrebbe rappresentare un punto di arrivo decisivo per fornire una spiegazione ad alcuni degli interrogativi che gl’inquirenti si pongono da tempo.

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