Fallimento Asa: si va verso la transazione. I 37 milioni potrebbero, alla fine, diventare 6

Rivarolo Canavese

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28/03/2016

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A giorni il sindaco di Rivarolo Alberto Rostagno, convocherà i tre commissari delle Comunità Montane per chiede un incontro al liquidatore dell'Asa

Che l’unica strada per chiudere nel modo meno indolore possibile la disastrosa vicenda del disastro Asa fosse quella di trovare una transazione con il commissario straordinario Stefano Ambrosini, sembrava più che scontata, nonostante la riottosità di alcuni sindaci. L’impugnazione del lodo arbitrale, che condanna i 14 comuni che erano soci diretti dell’ex consorzio e i rimanenti trentasette che invece erano soci indiretti perchè compresi nelle tre Comunità Montane in fase di liquidazione e attualmente in mano ad altrettanti commissari, a pagare 37 milioni di euro oltre gli oneri, è un’idea che sta tramontando.

I commissari delle Comunità Montane, che nei giorni precedenti le festività pasquali hanno già sentito la Corte dei Conti e il presidente della regione Piemonte Sergio Chiamparino, saranno presto convocati dal sindaco di Rivarolo Alberto Rostagno per costituire la delegazione incaricata di incontrare Stefano Ambrosini. Anche perchè, a parlare fuori dai denti denti, la strada è obbligata: senza incontro verrebbe notificata la sentenza a comuni e Comunità Montane che, entro novanta giorni, dovranno, volenti o nolenti, pagare l’astronomica somma stabilita dai giudici del Collegio Arbitrale, alcuni dei quali scelti, per ironia della sorte, dagli stessi sindaci che oggi vorrebbero alzare le barricate.

Trattare converrebbe perchè, pur di ripianare il “buco” finanziario creato nell’ex consorzio del la gestione e la raccolta dei rifiuti, Stefano Ambrosini sarebbe disposto a chiedere soltanto sei dei trentasette milioni di euro, magari rateizzando il pagamento pur di ripianare il debito. E i sedici responsabili (ex amministratori) che facevano parte del consiglio di amministrazione del Consorzio? Nessuno di loro è stato condannato e tutti hanno patteggiato una transazione pari a oltre otto milioni di euro. Eppure chi ha originato il debito, sottolineano gli esponenti di minoranza Marina Vittone, capogruppo di Rivarolo Sostenibile e e Alessandro Chiaretto del Movimento 5 Stelle, non può cavarsela soltanto con una transazione, ma non deve essere nominata nei consigli di altri enti come, peraltro, è già avvenuto. Chi amministra deve rispondere di responsabilità civili e penali. E’ il vezzo di questo Paese: ad ogni livello nella Pubblica amministrazione, chi sbaglia sulla pelle dei cittadini alla fine, invece di essere condannato viene alla fine premiato. Il ragionamento fila. Come poterlo contestare?

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