Economia: la “Spalletta Ingriese” ha ottenuto l’ambito riconoscimento di “Prodotto di Montagna”

29/10/2018

Mirko Trucano, titolare dell’omonima azienda agricola sita in Borgiallo, ha conseguito al Ristorante Pont Viei di Ingria il riconoscimento di “Prodotto di Montagna”, proprio con la “Spalletta Ingriese”. Trucano può vantare un’esperienza decennale nell’allevamento di suini all’aperto allo stato semi brado, e la linea dei salumi artigianali si differenzia per per la sua particolare ricerca di spezie naturali e tagli di carne “pregiate” e senza glutine.

Alcuni dei prodotti che vanno per la maggiore sono il lardo al genepy, lo speck Canavese e l’ultima arrivata la “Spalletta di Ingria”. Alla cerimonia di consegna dell’ambito premio hanno preso parte il sindaco di Ingria Igor De Santis, l’onorevole Alessandro Giglio Vigna e il presidente nazionale dell’Uncem Marco Bussone, che durante la mattinata avevano partecipato al convegno “Una Montagna di Qualità”, insieme a Luigi Vezzalini dell’Associazione Nazionale Città del Castagno e al Consigliere Regionale Luigi Sinatora.

Il convegno, aperto da un’interessante presentazione dello studente universitario Andrea Cittadini (che ha di fatto riassunto in sintesi le potenzialità socio-turistiche dei Comuni della Val Soana, proponendo l’apertura di un ostello nel Capoluogo Ingriese), nonostante la cupa giornata di pioggia ha raccolto l’interesse di un buon numero di partecipanti, tra cui diversi amministratori locali come il sindaco di Pont Canavese Paolo Coppo e il vicesindaco di Ronco Lorenzo Giacomino.

“Da mesi puntavamo ad acquisire anche questo primato nazionale, dal momento che dall’istituzione del nuovo marchio ministeriale penso che siamo stati i primissimi ad utilizzarlo per un prodotto che penso diventerà solo il primo di una lunga serie: complimenti quindi ancora una volta ai nostri gestori Mirko e Didi per l’importante riconoscimento ottenuto” ha commentato il sindaco Igor De Santis.

Dal canto suo il consigliere con delega al Turismo e Commercio Andrea Cane ha aggiunto: “Desidero segnalare ancora una volta il senso di sinergia che siamo riusciti a creare nel nostro ‘Comune laboratorio’. Lavorare in un Comune di Montagna apparentemente disabitato ed isolato dal resto del mondo ci dà ancora più stimolo e passione per far da esempio agli altri enti locali che si possono sentire in difficoltà e pensano magari a fondersi con altri Comuni, gettando di fatto la spugna a favore della perdita delle proprie identità e tradizioni. Invece noi pensiamo che Ingria come tutti gli altri piccoli Comuni che compongono la nostra Nazione siano un bene da preservare anche per le future generazioni, come forzieri-esempi di Buona Amministrazione e luoghi dove godere di una qualità della vita che nelle grandi città è sempre più difficile trovare”.

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