
Dialisi di Ivrea, il sindacato Nursind scrive alla Regione: «Servono garanzie sui fondi e un cronoprogramma certo»
Dopo il recente dibattito politico sui lavori di ristrutturazione del reparto di Dialisi di Ivrea, il sindacato delle professioni infermieristiche Nursind torna a intervenire sulla vicenda chiedendo certezze sui finanziamenti e tempi definiti per l’avvio del cantiere. L’organizzazione sindacale, che da anni segue la questione e ha più volte segnalato le criticità strutturali dell’attuale sede, ha inviato una richiesta formale all’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, sollecitando garanzie ufficiali e un cronoprogramma dettagliato dei lavori.
«Sono anni che attendiamo questo trasferimento – spiegano dal Nursind – e abbiamo sempre posto la massima attenzione affinché non si creassero disagi per l’utenza e per i lavoratori». Il sindacato riconosce come gli interventi non siano più rinviabili per ragioni di sicurezza, ma esprime preoccupazione per l’assenza di una data certa di apertura del cantiere.
Nel mirino anche l’ipotesi, ritenuta inaccettabile, che il servizio possa restare a Castellamonte fino all’inaugurazione del nuovo ospedale di Ivrea, infrastruttura la cui realizzazione richiederà ancora tempo. «Non vorremmo – sottolineano – che qualcuno pensasse di prolungare questa soluzione temporanea fino al completamento del nuovo presidio».
Parallelamente, il sindacato ha chiesto un incontro al direttore generale dell’Asl, Vercellino, evidenziando come l’ultimo aggiornamento ufficiale sul trasferimento risalga all’ottobre 2025. «Vogliamo certezze e risposte non solo dall’assessore, ma anche dalla Direzione aziendale – prosegue il Nursind – e verificare che l’intera procedura di trasloco si svolga in condizioni di sicurezza e senza criticità organizzative».
Tra le segnalazioni raccolte vi sarebbero infatti disagi per alcuni pazienti, ai quali sarebbero stati modificati i giorni di seduta dialitica. Una circostanza che il sindacato intende approfondire, ribadendo l’impegno a monitorare l’evolversi della situazione.
La vicenda resta dunque aperta, con l’attesa di risposte ufficiali da parte della Regione e dell’azienda sanitaria sul futuro del reparto e sui tempi concreti di realizzazione degli interventi annunciati.
f.s.