08/04/2022

Cronaca

Dalle lotte sociali a quelle per la pace. Monsignor Bettazzi è cittadino onorario di Chivasso

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Dalle lotte compiute al fianco dei lavoratori della Lancia nei difficili giorni di una contrattazione sindacale che ha avuto luogo nei primi anni Ottanta (non per nulla fu denominato il vescovo rosso), alla presidenza di “Pax Christi”, alle tante azioni compiute a favore dei più deboli: dal pomeriggio di giovedì 7 aprile, il vescovo emerito di Ivrea monsignor Luigi Bettazzi, è stato nominato cittadino onorario di Chivasso. Su proposta del sindaco Claudio Castello, il Consiglio comunale ha approvato l’unanimità di concedere a uno dei religiosi più rappresentativi della Chiesa italiana, la cittadinanza.

Luigi Bettazzi è nato a Treviso il 26 novembre del 1923 e venne ordinato vescovo di Ivrea al termine del Concilio Vaticano II indetto dall’allora Papa Giovanni XXIII, ed è l’unico partecipante vivente che prese parte a quello storico consiglio che cambiò lo spirito e la missione della Chiesa cattolica. E proprio al termine del Concilio che fu ordinato vescovo di Ivrea, in un momento, era il 1963, in cui il Piemonte era in preda a tensioni sociali di grande spessore, come dimostra la nascita e l’avvento del terrorismo, che fece le sue prime vittime proprio nello stabilimento Lancia di Chivasso.

Nel 1968 fu nominato presidente nazionale di “Pax Christi”. Per i suoi meriti gli fu assegnato il Premio Internazionale dell’Unesco per l’educazione alla pace. Monsignor Luigi Bettazzi è stato vescovo di Ivrea fino al 1999.

“Teologo lucido e lungimirante – lo ha descritto il sindaco Claudio Castello -, difensore della dignità umana, sensibile uomo di pace, alto prelato che ha conosciuto 8 papi e che ancora oggi legge 4 giornali ogni mattina, monsignor Bettazzi ha percorso quasi un secolo con saggezza e impegno per il prossimo. Lo ricordiamo per la sua grande vicinanza con le persone e degne di nota sono le sue battaglie sociali al fianco degli operai e degli ultimi. Ha dedicato la sua vita ad azioni di mediazione e per il riconoscimento dei diritti umani. Vescovo ‘mancino’, è stato definito giustamente un costruttore di pace”.

“Mentre ascoltavo queste parole, pensavo che sarà un anticipo del discorso che non sentirò, il mio elogio funebre”, ha scherzato l’alto prelato. Monsignor Luigi Bettazzi, che ha 99 anni, ha ripercorso con grande lucidità alcune delle tappe più significative del suo episcopato e il rapporto con Chivasso.

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