Covid, il sindacato dei medici chiede la riforma del sistema sanitario. “Si investa sulla Telemedicina”

04/08/2020

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Sebastiano Cavalli, segretario del Cimo PIemonte: "Occorre in sostanza mettere in sicurezza strutture e presidi sanitari e al tempo stesso puntare sulle nuove tecnologie. Non possiamo permetterci di gestire un’emergenza come quella del Covid-19 come è accaduto la primavera scorsa"

Il Cimo Piemonte, il sindacato dei medici, intende presentare al mondo della politica piemontese una serie di proposte funzionali ad una vera riforma della sanità regionale. L’organizzazione sindacale, in una nota, sottolinea come il Covid-19 abbia messo in evidenza tutti i limiti, strutturali e programmatici, di un servizio sanitario già in sofferenza prima della deflagrazione della pandemia. Questo a causa di una politica sanitaria poco lungimirante, proiettata ai tagli piuttosto che agli investimenti. Se si aggiunge l’incertezza con cui si è costretti a convivere a causa di nuove possibili ondate di infezioni da Coronavirus, diventa fondamentale pensare ad una riforma strutturale della sanità piemontese.

Dopo l’estate il sindacato dei medici Cimo Piemonte intende incontrare i principali esponenti politici regionali, di maggioranza e di opposizione, presentando idee e proposte realizzabili per tutelare gli operatori sanitari e i pazienti. Proposte che prevedono investimenti mirati e una migliore valorizzazione dei servizi oggi presenti sul territorio. Le nuove tecnologie rappresentano per il sindacato dei medici un asset irrinunciabile per la sostenibilità presente e futura dei servizi sanitari: occorre puntare in modo deciso sull’Intelligenza Artificiale così da tutelare gli operatori evitando al minimo il contatto con i pazienti affetti da patologie contagiose, come il Covid-19. Non basta, servono investimenti su Telemedicina e Teleconsulto, questo evitare nuovi episodi di “crash” da parte delle strutture sanitarie, offrendo al tempo stesso un servizio di assistenza puntuale verso i pazienti che ricevono cure e risposte direttamente al proprio domicilio.

Tra le altre proposte un progetto organico di investimento, serio e proiettato nel tempo, nell’Edilizia Sanitaria, questo per rendere più sicure e idonee strutture sanitarie oggi in difficoltà principalmente a causa di spazi ridotti e non adattabili rispetto alle urgenze, quali ad esempio la riconversione rapida di interi reparti per l’accoglienza di malati con gravi patologie infettive.
A tutto questo si aggiunge la Formazione continua del personale sanitario, con un miglioramento anche dei processi di comunicazione e di relazione che coinvolge chi ha la responsabilità di decidere e chi si trova “in trincea” e l’approvvigionamento continuo di Dispositivi di Protezione e Sicurezza, per evitare che si riproponga la grave situazione dei mesi scorsi, dove solo la professionalità e la passione di medici e infermieri ha consentito di lavorare in condizioni estreme concentrandosi solo sulla cura e la gestione dei pazienti.

“Riteniamo- dichiara Sebastiano Cavalli, Segretario di Cimo Piemonte – che per affrontare al meglio il presente e soprattutto il futuro, serva agire in modo preventivo, ovvero anticipare possibili scenari grazie ad una politica sanitaria seria e innovativa. Occorre in sostanza mettere in sicurezza strutture e presidi sanitari e al tempo stesso puntare sulle nuove tecnologie. Non possiamo permetterci di gestire un’emergenza come quella del Covid-19 come è accaduto la primavera scorsa. Per questo come Cimo Piemonte abbiamo deciso di elaborare una serie di proposte concrete e attuabili sin da subito, pensando ad una nuova agenda sanitaria regionale. A partire dal mese di settembre le presenteremo a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, con l’obiettivo di contribuire ad un rinnovamento dei servizi sanitari della nostra Regione”.

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