17/04/2020

Cronaca

Coronavirus, sciopero allo stabilimento Amazon di Torrazza: “Niente dati per la tutela della privacy”

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Oggi, venerdì 17 aprile, i dipendenti dello stabilimento Amazon di Torrazza Piemonte incroceranno le braccia per tutto il giorno. Lo sciopero è stato indetto dalla Filt-Cgil e Nilt Cgil perché a giudizio dei sindacati l’azienda non avrebbe fornito informazioni dettagliate sui reparti e sui turni coinvolti dal contagio da Coronavirus.

Nella serata di giovedì 16 aprile l’azienda ha diffuso il seguente comunicato: “E’ nostra consuetudine informare in maniera trasparente e proattiva tutti i dipendenti nel momento i cui veniamo a conoscenza di un caso di positività all’interno dei nostri siti. Con la stessa trasparenza e tempestività informiamo il Comitato per la Sicurezza, in ottemperanza al Protocollo del 14 marzo. In merito alla richiesta di dettagli da parte delle Rsa sul reparto e il turno del lavoratore, questi non sono stati divulgati a tutela della privacy del lavoratore e anche in considerazione del fatto che, poiché i lavoratori ruotano tra reparti e turnazioni, fornire questi ulteriori particolari sarebbe inutile nonché fuorviante. Alle Rsa è stata data conferma di aver condiviso le informazioni necessarie con le autorità sanitarie locali e che tutti i casi di positività a Covid-19 di personale interno e di fornitori terzi sono gestiti in conformità alle loro direttive, anche per l’identificazione di eventuale personale venuto a contatto con personale contagiato.

Scenario

Sin dal primo momento, abbiamo lavorato a stretto contatto con le autorità locali per rispondere efficacemente alla situazione di emergenza, continuando a garantire il nostro servizio ai clienti e preservando allo stesso tempo la salute e la sicurezza di tutti i nostri dipendenti. In quest’ottica abbiamo introdotto una serie di misure preventive in tutti i nostri centri logistici per salvaguardare i nostri dipendenti ed i dipendenti dei fornitori di servizi: abbiamo aumentato le operazioni di pulizia dei siti, rivisto oltre cento processi al fine di portare la distanza interpersonale minima a due metri e richiesto ai corrieri di restare a distanza quando effettuano le consegne, eliminando la firma di avvenuta ricezione del pacco.

In linea con le previsioni del Protocollo del 14 marzo, stiamo inoltre effettuando controlli sulla temperatura prima che le persone entrino nei nostri siti e stiamo mettendo a disposizione del personale mascherine chirurgiche, il cui uso è oggi richiesto a tutti. Per avere maggiori dettagli su tutte le misure implementate, è possibile consultare questa pagina: https://www.aboutamazon.it/centri-di-distribuzione/i-nostri-centri-di-distribuzione/come-amazon-sta-mettendo-al-centro-salute-e-sicurezza-mentre-continua-a-consegnare-ai-clienti

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