Coronavirus: i medici potranno seguire e segnalare i casi “sospetti” su una piattaforma web

10/04/2020

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L’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha messo l'applicazione a disposizione di prefetti, sindaci, operatori sanitari, forze dell’ordine e medici di base coinvolti nella gestione dell’emergenza

Da oggi i 3.500 medici di medicina generale e pediatri di libera scelta del Piemonte possono consultare in tempo reale i dati dei propri assistiti contagiati dal Coronavirus e segnalare ai Servizi di igiene e sanità pubblica (Sisp) i casi sospetti. A consentirlo è una nuova applicazione della piattaforma informatica che l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha messo a disposizione di prefetti, sindaci, operatori sanitari, forze dell’ordine e medici di base coinvolti nella gestione dell’emergenza.

“Grazie a questa tecnologia – osserva l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi – anche i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta sono ora in grado di implementare notevolmente e con la massima tempestività il loro contributo nell’attività di individuazione di nuovi casi di contagio. Tutti insieme stiamo lavorando al massimo delle potenzialità, con la condivisione di ogni informazione funzionale”.

La funzionalità introdotta consente di superare le attuali modalità (e-mail, cartaceo, eccetera) di interscambio informativo e riduce al minimo le procedure di segnalazione di pazienti asintomatici e sintomatici, con il corredo di una sintetica descrizione del quadro clinico. L’accesso alla piattaforma per i medici era stato attivato ad inizio settimana ma solo per la consultazione dei dati dei rispettivi assistiti; finora l’ha usata il 60% di essi.

La piattaforma regionale Covid-19 è un sistema gestionale completo e flessibile, con soluzioni tecnologiche open source in cui le informazioni sono fruibili facilmente anche in mobilità e con dispositivi diversi. Permette il tracciamento dei contatti di cura (richiesta del tampone, eventuale ricovero, intensità di cura, post dimissioni in isolamento domiciliare o in struttura individuata dall’Asl territoriale, persone “a rischio” contagio poste in quarantena dai SispP, segnalazione da parte verso i Sisp dei casi sospetti, guarigioni e decessi), degli esiti dei tamponi, della gestione dei posti letto nelle strutture e dell’anagrafica unica pazienti.

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