Cirié: cade in casa e si infortuna a una vertebra, bloccato su una barella del pronto soccorso per tre giorni

14/02/2025

Cirié: cade in casa e si infortuna a una vertebra, bloccato su una barella del pronto soccorso per tre giorni

Un grave disguido burocratico ha causato notevoli disagi a una famiglia di Ciriè. Un uomo, con una vertebra fratturata, è stato costretto a rimanere in barella per tre giorni al pronto soccorso, in attesa di un parere medico che non è mai giunto. La situazione ha generato angoscia e frustrazione per il paziente e i suoi familiari, evidenziando le problematiche che possono sorgere all’interno del sistema sanitario. Le autorità locali hanno avviato un’indagine per chiarire le cause del ritardo e garantire che simili episodi non si ripetano in futuro.

L’incidente che ha portato l’uomo al pronto soccorso è avvenuto in casa: mentre tentava di riparare una serranda, è caduto dalla scala, riportando una lesione a una vertebra. Il personale del 118, giunto prontamente sul luogo dell’incidente, ha stabilizzato il paziente e lo ha trasportato all’ospedale di Ciriè. Qui, una tomografia assiale computerizzata (TAC) ha rivelato un frammento di vertebra in prossimità del midollo spinale, con il conseguente rischio di lesioni.

Dopo aver eseguito gli accertamenti del caso, i medici del pronto soccorso hanno richiesto una consulenza ai colleghi del Cto di Torino, come da prassi in situazioni simili. Tuttavia, la documentazione clinica, contenuta in un cd, non è mai giunta a destinazione o, se consegnata, è andata smarrita. Questa confusione ha costretto il paziente a rimanere in attesa di un intervento chirurgico, praticamente a digiuno, per tre giorni.

“Il signore ha avuto accesso al Pronto Soccorso di Ciriè nella tarda mattinata di martedì 11 febbraio e, dopo aver effettuato gli accertamenti strumentali necessari, è stata richiesta una consulenza al Cto di Torino”, ha dichiarato un portavoce dell’Asl To4. “Copia della documentazione clinica e delle relative immagini è stata portata al Cto da un fattorino dell’Asl e regolarmente consegnata. Tuttavia, lo specialista interessato ha riferito di non averla in suo possesso. Ieri pomeriggio è stata richiesta una consulenza a un altro specialista del Presidio Ospedaliero San Giovanni Bosco di Torino, a cui è stata consegnata la documentazione questa mattina”.

Nonostante il disguido, l’Asl ha assicurato che il paziente è stato costantemente monitorato e non ha presentato complicanze durante il periodo di attesa. Questa mattina, dopo la consulenza dello specialista, sono stati richiesti ulteriori accertamenti e l’uomo è stato ricoverato in reparto, finalmente in attesa di ricevere le cure necessarie.

La vicenda solleva interrogativi sulla gestione della documentazione medica e sulla necessità di migliorare i protocolli di comunicazione tra le diverse strutture sanitarie. La famiglia del paziente ha espresso la propria frustrazione per la situazione e spera che casi come questo possano essere evitati in futuro, affinché il sistema sanitario possa garantire un servizio all’altezza delle aspettative e delle necessità dei cittadini.

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