
Chivasso, studenti in rivolta all’Europa Unita: «La scuola cade a pezzi, adesso vogliamo più sicurezza»
Intonaci che si staccano, servizi igienici fuori uso, ascensori inutilizzabili e aule dove, secondo gli studenti, la sicurezza non sarebbe più garantita. È esplosa questa mattina, giovedì 15 ottobre 2026, la protesta all’Istituto superiore Europa Unita di Chivasso, dove centinaia di ragazzi hanno incrociato le braccia per denunciare il degrado delle strutture scolastiche. Una mobilitazione accompagnata da cartelli di protesta e dalla presenza dei carabinieri, intervenuti per monitorare la situazione.
La contestazione riguarda entrambe le sedi dell’istituto: quella principale di via Marconi e la succursale di via Paleologi. Secondo quanto denunciato dai manifestanti, le condizioni degli edifici avrebbero raggiunto livelli difficilmente tollerabili, con problemi di manutenzione che inciderebbero quotidianamente sullo svolgimento delle lezioni.
Tra le situazioni segnalate figurano bagni guasti o inagibili e ascensori fuori servizio, con conseguenti difficoltà di accesso per le persone con mobilità ridotta. Particolarmente gravi le denunce relative al distacco di frammenti di intonaco e muratura nei corridoi, che, stando ai racconti degli studenti, avrebbero anche colpito alcuni ragazzi. Episodi sui quali saranno necessari riscontri puntuali.
La protesta investe inoltre le priorità della politica scolastica e la gestione delle risorse destinate agli istituti pubblici. «Prima di contare gli stranieri o vedere chi porta il velo, ci sono problemi ben più grandi di cui bisognerebbe occuparsi. Vogliamo una scuola sicura, non una struttura che cade a pezzi», hanno dichiarato gli studenti durante il presidio.
Numerosi i cartelli esposti lungo la recinzione dell’istituto. Tra i più significativi quello che recita: «I muri hanno crepe, i banchi hanno buchi, ma il regolamento è perfetto». Una denuncia che mette a confronto le condizioni materiali della scuola con il rigore richiesto agli studenti nel rispetto delle regole.
La mobilitazione porta così all’attenzione delle istituzioni una richiesta precisa: interventi di manutenzione e verifiche sulla sicurezza degli edifici, affinché il diritto allo studio possa essere esercitato in ambienti adeguati.
Resta ora da conoscere la posizione della dirigenza scolastica e degli enti competenti per la manutenzione delle strutture, chiamati a fornire risposte alle criticità sollevate dai ragazzi.