
Chivasso, Istituto “Europa Unita”: Clara Marta chiede conto dei ritardi su sicurezza, Aula Magna e manutenzioni
Due anni di attese, solleciti e scadenze rinviate. Ma all’Istituto superiore Europa Unita di Chivasso i problemi restano ancora sul tavolo. Dall’Aula Magna non accessibile al pubblico all’impianto fotovoltaico segnalato come inattivo, passando per la palestra e i servizi igienici inutilizzabili, la consigliera metropolitana Clara Marta torna all’attacco con una nuova interrogazione articolata in quattordici punti.
La vicenda prende avvio il 6 novembre 2024, quando Marta chiede per la prima volta di rendere pienamente fruibile l’Aula Magna anche per conferenze, spettacoli e iniziative culturali. Nel dicembre successivo la Città metropolitana annuncia un incarico a uno specialista antincendio entro la prima metà del 2025. Il termine trascorre e, dopo un ulteriore sollecito, il 30 settembre arriva una nuova comunicazione tecnica che prospetta verifiche nel 2026.
«Le date passano, i problemi restano. Ho dovuto sollecitare per avere un’altra data. Le risposte scritte non bastano più: servono risultati verificabili», denuncia la consigliera.
A rendere ancora più pressante la richiesta di chiarimenti è l’approvazione, lo scorso 6 ottobre, del Piano metropolitano dei fabbisogni dell’edilizia scolastica, che individua necessità di investimento per 530 milioni di euro, interessando oltre 230 edifici e circa 90mila studenti.
Nel Documento Unico di Programmazione emergono inoltre due questioni immobiliari: un’operazione di acquisizione e contestuale dismissione relativa all’area di via Marconi 4, collegata a una futura scuola innovativa, e un’area associata all’Europa Unita, al civico 6, inserita tra i beni in dismissione. Marta chiede di conoscerne l’effettiva portata e le possibili conseguenze per l’istituto.
La nuova interrogazione sollecita risposte precise sugli incarichi affidati, sulle procedure antincendio, sulle manutenzioni, sui finanziamenti e sulle scadenze degli interventi.
La protesta supera i confini di Chivasso. Il 9 ottobre oltre duecento studenti hanno manifestato davanti alla sede della Città metropolitana, denunciando criticità negli edifici scolastici.
«Quando un ragazzo chiede un bagno che funzioni, una palestra sicura, un soffitto che non cada, ha semplicemente ragione. E le istituzioni non possono rispondergli con un’altra data», afferma Marta, richiamando anche il pensiero di Piero Calamandrei sulla funzione costituzionale della scuola.
La conclusione è un richiamo alle priorità della politica: «Prima di inseguire nuove operazioni immobiliari, si curi ciò che esiste già. I nostri studenti non chiedono miracoli: chiedono di essere presi sul serio».