
Chivasso, le “cene” di Gianluca Vitale accendono la politica: tra ipotesi e retroscena la campagna elettorale si gioca a tavola
La guerra in Iran resta un’eco lontana, così come il conflitto in Ucraina, ormai più lungo del lockdown e diventato, per molti, un affare più che una tragedia. Anche il deficit che sfora parametri europei fatica a conquistare le prime pagine locali. A Chivasso, invece, la geopolitica lascia il posto alla gastronomia politica. O, più precisamente, alle cene.
Perché è attorno a un tavolo, tra una portata e l’altra, che sembrano muoversi i fili – o almeno le suggestioni – della politica cittadina. Protagonista, suo malgrado o forse no, l’assessore alla Cultura, Legalità, Istruzione, Sport e Politiche Giovanili Gianluca Vitale, ormai presenza fissa nei racconti – più o meno attendibili – del retroscena locale.
La scorsa settimana è stato avvistato in un noto ristorante di Brandizzo insieme al segretario del Partito Democratico Massimo Corcione e alla consigliera di opposizione di Forza Italia Clara Marta, accompagnati dai rispettivi coniugi. Una cena che, nella sua apparente normalità, ha acceso una ridda di interpretazioni degne delle migliori cronache romane.
Dialogo trasversale? Prove tecniche di alleanze? O semplicemente una serata tra amici? Le domande si rincorrono, mentre in città si respira già un’aria vagamente elettorale. L’ipotesi più gettonata resta quella di una possibile candidatura a sindaco dello stesso Vitale, magari alla guida della lista civica “Noi per Chivasso” da lui mai neanche ipotizzata fino ad oggi. Ma, al momento, appunto, siamo ancora nel campo delle congetture.
Eppure, la narrazione continua. Perché, come ogni buona serie che si rispetti, anche questa ha il suo episodio successivo. Nei giorni scorsi, nuova cena, questa volta in un suggestivo angolo appartato del Monferrato. A tavola, tra gli altri, il sindaco di Brusasco Giulio Bosso. Argomenti? Difficile dirlo. Forse calcio, forse cultura, forse il futuro del territorio. O magari, più banalmente, un buon bicchiere di vino in amicizia.
Certo, la tentazione di leggere tra le righe è forte. Ma per ora resta prudente non trasformare ogni brindisi in un vertice politico. Le dinamiche amministrative, quelle vere, si costruiscono altrove, anche se talvolta passano – inevitabilmente – da una tovaglia apparecchiata.
Se le “rose” politiche di Vitale, che lui non ama coltivare al momento, sono destinate a sbocciare, lo si vedrà presto. E se invece dovessero rivelarsi spine, anche questo non passerà inosservato.
Nel frattempo, a Chivasso, la politica continua a sedersi a tavola, Vitale continua serenamente e giustamente ad incontrare a cena amici e politici e i chivassesi, inevitabilmente, restano in attesa del prossimo… menù. Prosit.
Fr.Se.