Caselle, sala gremita per la serata sulla lotta a criminalità organizzata al Nord e in Canavese

20/02/2016

Una serata incentrata sulla lotta alla criminalità organizzata. E’ quella che si è svolta nella serata di ieri a Caselle promossa dall’Anpi (L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) e all’associazione “Parole & Musica Onlus” in collaborazione con “Libera Piemonte”. ASd introdurre sia la serata che il tema che sarebbe stato trattato, è stato mostrato ai presenti un breve video che ripercorre i momenti salienti dell’Operazione Minotauro, la più importante indagine condotta dall’autorità giudiziaria e dalle Forze dell’Ordine contro la ‘Ndrangheta avvenuta nel nord d’Italia e che ha resistrato importanti risvolti giudiziari anche in tutto il Canavese.

E’ stata Maria Grazia Sestero, vicepresidente regionale dell’ANPI, che ha sottolineato l’importanza della democrazia partecipata: “Il nostro paese sta vivendo un periodo in cui c’è la necessità di un risanamento della politica e dei suoi strumenti, nonché del rilancio della partecipazione diretta dei cittadini. Attraverso quest’ultima la mafia trova meno permeabilità. Tuttavia, anche la rottura della socialità e la crescita di un certo egoismo ha portato la politica al punto in cui è adesso”.

Successivamente la parola è passata all’ex procuratore di Torino Giancarlo Caselli, che ha presentato il suo libro  dal titolo “Nient’altro che la verità”. “L’alleanza tra la mafia e pezzi della politica è insita nel DNA della mafia stessa, e questo porta frena il progresso democratico del nostro paese – ha dichiarato l’ex magistrato, che ha anche posto l’accento sulla strage di sindacalisti perpetrata durante gli anni ’80 ad opera delle associazioni mafiose -. I mafiosi fanno di tutto per apparire come persone innocue, per mimetizzarsi nella società e riuscire a fare meglio i loro loschi affari. Ma non si può trincerarsi dietro l’abilità di mimetizzarsi dei mafiosi, non è possibile continuare a fare finta di niente”. L’ex procuratore della Repubblica si è poi soffermato sul tema, ancora poco conosciuto, della “mafia silente”, un fenomeno emerso durante una sentenza del 2014 proprio sul processo “Minotauro”. “La realizzazione della legalità è un nostro vantaggio” ha concluso l’ex magistrato ora in pensione.

A concludere la serata è stata a Maria Josè Fava, portavoce di “Libera Piemonte”: “Subito dopo l’8 giugno 2009 ci siamo chiesti come raccontare l’operazione Minotauro decidendo così di realizzare il documentario “Il sistema Coral”.  Nel corso del processo, Libera si è costituita parte civile e in quel momento ho vissuto la situazione nel suo complesso. Abbiamo visto che c’è la paura di denunciare, ma dobbiamo aiutare queste persone affinché trovino il coraggio. Per troppo tempo in Piemonte abbiamo pensato che la mafia non fosse un nostro problema e in questo silenzio le organizzazioni criminali hanno trovato lo spazio per radicarsi. Il nostro compito è fare in modo che il territorio diventi impermeabile”.

La serata si è conclusa con il dono offerto agli ospiti, di un pacchetto a base di cipolla di Leinì, coltivata sui terreni confiscati alla criminalità organizzata e ora gestita dall’associazione “Semi-seri”.

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