
Canavese, sicurezza negli ospedali, NurSind lancia l’allarme: «Troppi episodi di violenza»
Aggressioni in Pronto Soccorso, tensioni nei reparti psichiatrici e operatori sanitari costretti a lavorare in condizioni sempre più difficili. Dopo gli ultimi episodi registrati anche a Ivrea, NurSind Piemonte torna a chiedere alla Regione interventi immediati per rafforzare la sicurezza negli ospedali e tutelare il personale.
Nel documento inviato all’Assessorato regionale alla Sanità vengono richiamati diversi episodi avvenuti sul territorio piemontese, dal Pronto Soccorso di Alessandria agli SPDC degli ospedali Martini di Torino e di Rivoli, fino al doppio episodio registrato nella stessa giornata a Ivrea, sia nel reparto psichiatrico sia in Pronto Soccorso. Una successione di fatti che, per NurSind, evidenzierebbe una criticità ormai strutturale e organizzativa.
Secondo il sindacato, medici, infermieri e operatori sanitari si troverebbero sempre più spesso a gestire pazienti con problematiche sociali, comportamentali o psichiatriche particolarmente complesse, senza una preventiva valutazione adeguata del rischio e senza una presa in carico multidisciplinare capace di prevenire situazioni potenzialmente pericolose.
NurSind sottolinea che la tutela del paziente resta il compito prioritario del personale sanitario, ma ribadisce allo stesso tempo la necessità di garantire condizioni di lavoro sicure. Accanto alla presenza dei servizi di vigilanza, il sindacato chiede quindi un investimento più consistente nella formazione specifica degli addetti alla sicurezza, con competenze mirate alla gestione delle emergenze sanitarie e delle situazioni più delicate nei reparti psichiatrici.
Tra le richieste avanzate figura anche la creazione, in ciascuna Azienda sanitaria, di una struttura dedicata alla prevenzione e alla gestione del rischio, capace di raccogliere e valutare tempestivamente le segnalazioni degli operatori. L’obiettivo, precisa NurSind, non sarebbe quello di istituire un organismo destinato soltanto a registrare le aggressioni già avvenute, ma di costruire un sistema capace di intervenire prima che le situazioni degenerino.
Il sindacato chiede inoltre procedure uniformi in tutto il Piemonte, interventi tempestivi nei casi più critici e una rigorosa applicazione delle norme relative ai reati commessi ai danni del personale sanitario, evitando che siano i singoli operatori a dover sostenere direttamente gli adempimenti necessari alla propria tutela.
Infine, NurSind Piemonte sollecita un incontro con la Regione per verificare gli interventi già programmati e le risorse destinate alla sicurezza negli ospedali. Secondo la segreteria regionale, dopo una prima fase di maggiore attenzione il tema avrebbe progressivamente perso centralità, mentre gli episodi di violenza continuerebbero a rappresentare una delle principali preoccupazioni per chi lavora quotidianamente nei reparti più esposti.