
Canavese in ginocchio per gli incendi: agricoltura devastata, salvati paesi e abitazioni grazie all’eroismo dei soccorritori
Una terra ferita, boschi ridotti in cenere, pascoli divorati dalle fiamme e aziende agricole messe in ginocchio. È il drammatico bilancio dell’emergenza incendi che da giorni sta colpendo il Canavese e altre aree del Piemonte, lasciando dietro di sé una profonda cicatrice ambientale ed economica.
Dal vasto rogo che ha interessato la Vauda fino ai fronti ancora attivi in Valprato Soana, il paesaggio è cambiato radicalmente. Là dove fino a pochi giorni fa si estendevano boschi, prati e pascoli, oggi restano soltanto tronchi carbonizzati, distese di cenere e terreni devastati. Una catastrofe che coinvolge centinaia di ettari e che rischia di produrre conseguenze destinate a durare per anni.
A pagare il prezzo più alto è ancora una volta il mondo agricolo. Campi di grano ormai prossimi alla mietitura, prati destinati alla produzione di foraggio e vaste aree di pascolo sono andati distrutti nel giro di poche ore. Per numerose aziende agricole e zootecniche canavesane significa perdere un’intera stagione di lavoro, ritrovarsi senza alimenti per il bestiame e affrontare costi elevatissimi per reperire foraggi alternativi, mentre i terreni bruciati richiederanno molto tempo prima di poter tornare produttivi.
Le immagini degli allevatori davanti ai propri campi inceneriti raccontano meglio di qualsiasi dato la gravità della situazione. È il volto di una crisi che colpisce non solo l’economia del territorio, ma anche una tradizione agricola che rappresenta da sempre uno degli elementi identitari del Canavese.
Se il bilancio non è ancora più pesante, il merito è dell’incessante lavoro svolto dai Vigili del Fuoco, dai volontari del Corpo Antincendi Boschivi (AIB), dai Carabinieri Forestali, dalla Protezione civile e da tutto il sistema regionale dell’emergenza. Da giorni uomini e donne operano senza sosta, affrontando temperature elevate, vento e condizioni estremamente difficili per contenere i diversi fronti dell’incendio.
L’intervento continuo delle squadre a terra, supportate dai mezzi aerei, ha permesso di realizzare linee tagliafuoco, proteggere le abitazioni e impedire che le fiamme raggiungessero i centri abitati. In più occasioni il fuoco ha lambito strade, cascine e cortili, alimentando la preoccupazione dei residenti, ma il lavoro dei soccorritori ha evitato che si rendessero necessarie evacuazioni o che si registrassero danni alle abitazioni.
«La battaglia non è ancora vinta e la guardia resta altissima», ribadiscono dal comando delle operazioni, mentre continuano le attività di bonifica e di monitoraggio dei focolai ancora attivi.
Quando l’emergenza sarà definitivamente conclusa, resterà una delle pagine più difficili degli ultimi anni per il territorio canavesano. Accanto all’enorme danno ambientale ed economico, rimarrà però anche l’esempio di professionalità, coraggio e spirito di servizio dimostrato da chi, giorno e notte, ha difeso comunità, aziende e famiglie, consentendo ai paesi di salvarsi dalla devastazione delle fiamme.